Colore, allegria e divertimento, parole chiave per questo 2021

Solitamente durante i primi giorni dell'anno, una delle attività a cui Anna e Lorenzo danno la precedenza in negozio, è quella di munirsi di carta e penna e approfittare della tranquillità del momento, per fare il punto della situazione e pianificare l'annata che verrà. Girando tra gli scaffali, sono soliti annotare quali tra le opere esposte sono piaciute di più, dove è il caso di concentrare il proprio estro e abilità e dove invece lasciare la collezione esaurirsi proponendo magari anche qualche piccolo sconto.

Anno nuovo, vita nuova! Così come le specie vegetali si preparano a rinnovarsi nell'orto e nel giardino, così anche gli esseri umani fanno buoni propositi. Ecco dunque prendere forma la lista delle nuove creazioni da avviare in questo mese di gennaio, a dir poco cruciale per i due artisti senigalliesi.

Certo non possiamo svelare per filo e per segno a che cosa si è preso a lavorare in questi giorni nel laboratorio Orientexpress di via Cattabeni, ma alcune anticipazioni le vogliamo dare. Dopotutto non ci sono segreti in bottega, dove se vi capita di far visita agli artisti durante le ore di lavoro, potrete constatare con i vostri occhi che cosa bolle in pentola attraverso il vetro che vi separa dalla loro fucina.

Per questo 2021 le parole chiave per le produzioni sono COLORE, ALLEGRIA e DIVERTIMENTO.

La prima regola per un artista è quella di creare solamente cose che lo divertono. Solo così l'opera realizzata potrà emanare una buona energia.

Il mondo delle Pupe del Biroccio è senza dubbio quello più spensierato a cui i fratelli Marconi si ispirano. Ormai da tempo Lorenzo produce vasi in ceramica raku con la forma di rotonde contadinelle. Tanto è il gradimento del pubblico che è inevitabile continuare a realizzarli.

A questo si affianca da qualche tempo, la nuova linea di Anna che dipinge il medesimo soggetto su complementi d'arredo in legno di recupero come ante di mobili o cassetti. Presto sarà San Valentino e con un occhio particolare alla ricorrenza, qualche creazione sarà ovviamente dedicata all'amore.

C'è poi l'amata argilla che sta dando alla luce un piccolo popolo di personaggi circensi sognatori in stile bohémien. Quest'anno purtroppo non ci sarà il Carnevale, ma il cuore dei Marconi batte sempre forte per le maschere e i loro mondi poetici e surreali.

Presto partiranno anche la nuova collezione di ombrelli con il manico in legno scolpito e pensando anche alla Pasqua, un mini progetto dedicato alla fattoria e ai suoi animali.

A tutto questo vanno poi aggiunte il restauro delle bambole antiche e le numerose commissioni che già sono in agenda e che certamente alimentano l'entusiasmo dei due artisti, grati per la tanta stima ed affetto dimostrati loro dai moltissimi clienti del Laboratorio.


Pandora, la bambola che ha fatto la moda

Una commissione che ci ha entusiasmato!

Il regalo di Natale che due amorevoli ragazzi, hanno deciso di farci realizzare per la loro mamma, grande collezionista di bambole. Sapendo del nostro impegno nel mondo della rievocazione storica, la scelta è caduta sulla riproduzione di un abito femminile rinascimentale in mignatura. Su di una vecchia bambola in bisquit, ecco dunque prendere vita la storia della moda e del costume non solo costruendo l'abito, ma riportando in auge la tradizione della Pandora.

Le bambole Pandòra, realizzate a mano e su ordinazione, vestite con fedeli riproduzioni di abiti ricostruiti nei minimi dettagli, rappresentavano la finezza e l’eleganza dell’aristocrazia. Da alcune ricerche storiche in proposito è emerso che venivano utilizzate già nelle corti rinascimentali. Documenti dell’epoca testimoniano, infatti, un legame tra le bambole di moda e la figura della marchesa Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga di Mantova, denominata anche Primadonna del Rinascimento per aver ben rappresentato il modello ideale femminile del tempo.
Isabella d’Este, apprezzata nelle corti europee per il suo inconfondibile gusto estetico, riceveva molte lettere da parte di diverse nobildonne, appartenenti a famiglie reali europee, che le chiedevano consigli sullo stile italiano degli abiti femminili per poterlo imitare. Isabella rispondeva inviando bellissime bambole abbigliate con abiti realizzati da esperti tessitori e sarti, che riproducevano perfettamente i tessuti e le forme dei suoi vestiti. Così facendo diventò promotrice di uno strumento particolare, che nel tempo si rivelò utile per diffondere la moda: la bambola Pandòra.

Il nome della bambola si ispira a Pandora, personaggio della mitologia greca. Contese, dalle migliori famiglie europee, le bambole Pandòra arrivavano nei migliori salotti insieme a casse piene di corpini, sopravvesti, abiti da ballo in broccato e velluto stile Maria Antonietta, sottovesti di lino, mussolina o batista ornate di pizzi, nastri, fiocchetti e volant, mantelline, cappelli, cuffie e parrucche.
Nel 1778, con la crescente affermazione internazionale della moda francese, le Pandòra, che intanto avevano cambiato nome in “Poupès de la Rue Saint Honore”, vennero soppiantate dalla brillante e rivoluzionaria idea di madame Eloffe, un’affermata e intraprendente sarta parigina, che inventò il precursore del moderno manichino, un’ ambasciatrice di moda in grandezza naturale che permetteva alle clienti di misurare gli abiti, prima di ordinarli.

Il primo capo indossato dalla nostra Pandora è equivalente alla biancheria intima di oggi, la camicia. In cady color panna, lunga fino al polpaccio, bordata sulla scollatura con del pizzo, e chiusa dietro tramite delle cordicelle realizzate a mano intrecciando fili di cotone.

Sopra c'è poi il vestito vero e proprio in lampasso con base color panna e fiori sulle tinte del blu, celeste e verde. Avanti e dietro le chiusure sono anch'esse fatte con trecce di filo color ocra passanti attraverso occhielli dorati. Le maniche sono di velluto verde.

In conclusione ecco la Pazienza o Giornea. Un copriabito in velluto ocra e verde, con applicazioni di passamaneria e perle rigorosamente cucite a mano.

I capelli in canapa, sono stretti dietro in una lunga coda attorcigliata con passamaneria identica a quella dell'abito. Sulla fronte, l'immancabile nastro.

Al collo un giro di perle e pendente color oro e turchese.

Questa per noi è la vera essenza della bambola. Non la vediamo come un semplice giocattolo da disdegnare o addirittura da rifiutare per il terrore che un film che neanche abbiamo visto ci vuole trasmettere, bensì come un mezzo che ha viaggiato attraverso i secoli, arrivando nelle più fastose corti europee, portando con sè cultura e bellezza.


Quell'angioletto di Mirtilla

L'abbiamo imparata a conoscere questa estate mentre indossava sfrontatamente il costumino da bagno, fregandosene alla grande dei chili accumulati durante il lockdown primaverile.

Ora è tornata in una nuova versione la piccola bambolina in stoffa imbottita e dal faccino dipinto. Mirtilla è fatta completamente a mano, utilizzando materiali di pregio come il prezioso pizzo scelto per la sua gonna. Alta circa 20cm, dalle forme generose, non rinuncia alla sua sensualità lasciando intravedere le gambe cicciottelle attraverso i giochi di trasparenza del vestito.

Sta arrivando il Natale e anche lei in qualche modo, vuole contribuire per rendere questo periodo dell'anno più allegro possibile. Munita di alucce in cotone bianco e righine in filo oro, stringe tra le braccia un enorme cuore di velluto rosso.

La dolcissima Mirtilla rimanda questa volta al mondo della pasticceria. Grazie alle sue forme rotonde, è facile pensare a lei come ad un pasticcino dove il cuore che porta con sè, sembra quasi una ciliegina. Ci sono quindi Mirtille rifinite con nastri nocciola a suggerire il sapore del cioccolato, con nastri bianchi per rimandare al gusto della panna o dello zucchero e con nastri ecrù che suggeriscono invece la vaniglia.

A completare la suggestione, l'ultimo tocco dell'artista: spruzzarle addosso uno squisito profumo di zucchero filato.

Ne sono state cucite soltanto 10 e se pure a prima vista possano sembrare identiche, ovviamente non è così visto che un lavoro artigianale al 100% non potrà mai ripetersi uguale per due volte di seguito.

A completare la collezione, ci sono anche dei pasticcini in tessuto e pallettes anch'essi da appendere e profumatissimi.

Da sfoggiare sull'albero, la sfacciata ragazza dai capelli a caschetto, non accetterà di essere riposta facilmente in qualche scatolone tra gli addobbi da riporre dopo l'Epifania. Mirtilla infatti sarà felicissima di rimanere con voi per tutto il corso dell'anno, portando un po' di serenità e fortuna a chiunque decida di accoglierla in casa.


Quando l'artigianato è cultura

Chi di voi ha avuto modo di visitare il Museo del Giocattolo Antico di Senigallia, avrà sicuramente notato che in esso viene raccontata la storia dei balocchi dall'origine dei tempi fino all'età moderna.

Una delle bacheche in particolare, è dedicata al giocattolo inteso come ritrovameno archeologico. Risalgono infatti a 4.000 anni fa le prime bambole della storia. Essendo però impossibile per i proprietari del Museo poter esporre i cimeli originali, hanno deciso di commissionare ai fratelli Marconi la loro copia.

Tra di esse vogliamo porre l'attenzione sulla bambola di Crepereia che a quanto pare, ha colpito così intensamente uno dei visitatori al Museo, che ha deciso di farsene fare un nuovo clone.

Crepereia Tryphaena era il nome di una giovane donna, presumibilmente di circa 18 anni, il cui sarcofago fu rinvenuto durante i lavori di scavo iniziati nel 1889 per le fondazioni del Palazzo di Giustizia di Roma. Il corredo funebre presente nel sarcofago di Tryphaena, appariva molto ricco di ornamenti d'oro e deposta accanto al suo scheletro vi era una bambola d'avorio, inizialmente creduta di legno di quercia, di pregevole fattura e snodabile in alcune articolazioni.

Tra gioielli di Tryphaena fu anche ritrovato al dito della giovanetta, un anello con incisa la parola "Filetus" che fece immaginare allo stesso Giovanni Pascoli, che fosse il nome del suo promesso sposo mancato. La presenza della bambola nel corredo funebre, face infatti pensare che fosse morta alla vigilia delle nozze, non avendo fatto in tempo a donare i suoi giocattoli agli dei per la cerimonia di "addio all'infanzia".

Fin dal ritrovamento la bambola apparve non come un comune giocattolo ma come un'opera d'arte dal viso finemente scolpito, quasi fosse un ritratto, con un'acconciatura tipica della moda romana dei tempi di Marco Aurelio e Faustina minore. Inoltre risaltava l'abilità tecnica dell'artigiano che l'aveva creata nel corpo snodabile con gambe e braccia collegate al tronco con piccoli perni.

Questa nuova copia dunque, presto raggiungerà Roma e a detta del suo nuovo proprietario, sarà anch'essa adoperata per fini artistici e di spettacolo.


La vecchia madia trasformata

E' stato amore a prima vista con questo legno abbandonato in un angolo di un magazzino. Composto da delle grandi tavole ancora in ottime condizioni, leggermente arquate e munite di cardini e chiodi arrugginiti. Guardandolo bene Anna e Lorenzo hanno subito intuito che si trattava dello sportello di una vecchia madia. Un mobile questo in legno a sponde alte, che in passato presente in ogni casa, si usava per impastare il pane casereccio o per custodirvi lievito e farina. Curioso vedere impressi qua e là dei motivi di color arancio, probabilmente residui di una carta che lo ricopriva.

Come utilizzare dunque un tale gioiellino? Tenuto in laboratorio per alcuni mesi senza risposta, all'improvviso la folgorazione: sarebbe diventato la sponda di un Biroccio!

Una delle collezioni più importanti dell'Orientexpress è infatti proprio quella dedicata al carretto marchigiano, il Biroccio appunto, e alle variopinte contadinelle decorate tutto intorno.  Di solito sono dei vasi in ceramica raku, ma da qualche tempo a questa parte, la linea si sta ampliando con alcuni pezzi dipinti su oggetti di recupero.

Ecco dunque che sfruttando la divisione naturale del pannello in tre sezioni, Anna ha dipinto in ognuna di esse una figura femminile dai grandi occhi e con in mano fiori ed animali come augurio di prosperità. Inevitabile nella donna centrale, il solito gioco di sguardi tra la protagonista e l'uccellino appoggiato in testa. I decori floreali e le pose dipinte, sono liberamente tratti da quelli presenti sui carretti originali.

Sotto, nell'asse autonomo ed unito insieme attraverso dei grossi cardini, ancora un motivo di rose stilizzate su di un allegro sfondo turchese.

Alto 53cm e largo 174,50 cm, è ora finito ed aspetta incuriosito di sapere come continuerà il suo destino. Quasi pronto per alimentare il fuoco di un caminetto, ha ora una nuova dignità

Sarebbe bello vederlo appeso sopra un divano, in una casa rustica, oppure in qualche trattoria in cui si cucinano ancora le gustose ricette di una volta.


Le 10 fasi per realizzare un ventaglio

Il MUST HAVE per eccellenza dell’Orientexpress. Si tratta delle silhouette in legno dipinto ed applicato ai ventagli che più le signore amano usare durante la bella stagione. Un piccolo oggetto che nasconde dietro di sè un imponente bagaglio culturale e massicce ore di lavoro.

La nuova collezione è dedicata alla moda degli anni Trenta. Uno stile estremamente elegante e strettamente legato alla storia balneare di Senigallia che in quegli anni era una delle mete turistiche più in voga. Anche la Rotonda a Mare venne costruita in quel periodo.

Ventagli in legno e tessuto dei colori dell’estate, sono la proposta per rendere le prossime calde giornate uniche e stravaganti. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ma quanto tempo e fatica ci sono dietro!

Ben 10 fasi per rendere sfiziosi questi accessori simbolo di seduzione ed eleganza.

Si comincia con il disegnare le silhouette sul compensato che successivamente vengono tagliate con una sega a nastro. Pezzo dopo pezzo, collezione dopo collezione, dopo essere stati ripuliti con la carta abrasiva, vengono dipinti. I colori sono poi protetti con una vernice trasparente che una volta asciugatasi, subisce una prima fase di levigazione. Poi ancora con i colori ed un pennello sottilissimo, e ovviamente mano ferma, ogni figurino è a questo punto ripassato in tutti i suoi segni grafici. A questo punto viene per la seconda volta protetto con un ulteriore strato di vernice trasparente e levigato in tutte le sue sfaccettature in modo definitivo. Attaccato in ultimo al suo ventaglio abbinato, l'oggetto è finalmente pronto per essere esposto.

Vi suggeriamo quindi di affrettarvi perchè tutto è fatto a mano e per questo irripetibile. La collezione è composta da un numero limitato di pezzi e dunque sarebbe un peccato lasciarvi sfuggire proprio quello che vi piace di più.


Relooking per la vecchia sedia

Conoscete già la nostra passione per gli oggetti vintage. Proprio per questo ci troviamo spesso a girovagare per mercatini, edifici abbandonati o in questo caso addirittura in un ristorante in procinto di un cambio gestione. Così quella vecchia sedia destinata al fuoco del caminetto, è stata salvata all'ultimo momento.

Una seggiola probabilmente collocabile tra i primi anni subito successivi alla seconda guerra mondiale, quando a detta di nostro padre falegname, i suoi colleghi davano libero sfogo al loro estro, dando vita a forme nuove, insolite e a volte bizzarre.

Non più stabile nè bella da vedere, la prima cosa da fare in questi casi, per prevenire il problema più recondito, è una bella cura antitarlo. Di conseguenza, la struttura è stata tutta irrobustita. Finita la parte tecnica e meno divertente, comincia poi quella più confacente ai a noi due.

L'ispirazione per la sedia è in questo caso data dalle Pupe del Biroccio, dunque è stata scelta per lei un'impronta rustica e campagnola. Un bel color verde salvia per la parte in legno, Un tessuto a righe verdi e viola per la seduta e lo schienale, a ricordare i vecchi strofinacci usati in cucina.

Poi il tocco finale: dipingere il volto della protagonista con colori allegri e circondarla di simpatici animali da cortile come l'oca e la gallinella. Sulla testa non può ovviamente mancare l'uccellino appena posato, cifra distintiva delle Pupe in ceramica raku prodotte all'Orientexpress. Un esempio di come un vecchio oggetto in procinto di essere dimenticato per sempre, può assumere una nuova vita e continuare a raccontare una storia.

La sedia delle Pupe del Biroccio è soltanto un esempio di come possiamo trasformare i vostri mobili antichi ai quali siete magari attaccati per motivi affettivi, ma che esteticamente vi hanno stancato o che magari non si adattano più all'arredo della vostra casa.

 

 


Orientexpress per Il Piccolo Lido

A quanto pare in questo 2020 andremo al mare in modo un po' diverso dal solito. Con nuove regole, alcune precauzioni, e qualche misura di carattere sanitario. Tutto per non sprecare i sacrifici fatti durante la quarantena, evitare brutte sorprese e goderci il nostro periodo di ferie.

Dunque è bene organizzarsi al più presto, rimboccarsi le maniche ed essere pronti ad affrontare l'imminente stagione estiva.

Così l'ha pensata anche la crew dello stabilimento balneare di Senigallia Il Piccolo Lido che dopo essere venuta a conoscenza di quali modalità e precauzioni adottare in materia di distanziamento e protezioni igienico-sanitarie, si è messa subito al lavoro.

Senza mai perdere l'ottimismo e con la solita voglia di offrire la migliore accoglienza possibile ai suoi ospiti, ancora in pieno lockdown, ha commissionato al nostro laboratorio Orientexpress, una coppia di attaccapanni da sistemare nelle due future nuove cabine-doccia.

Così con l'apertura ufficiale della stagione e di conseguenza dei loro bagni, pesci in ceramica raku fin da subito hanno fatto da cornice al logo dello stabilimento, dipinto a mano sulle due tavole in legno di recupero.


Quasri, sculture, lampade, complementi d'arredo e vasi

Voglia di natura con le Pupe del Biroccio

In questi mesi sembra proprio scoppiata una nuova moda tra gli italiani, quella cioè di dedicarsi al giardinaggio tra mille colori e odori.

Non solo piante e fiori sui balconi per respirare l'aria della primavera, ma, tra limoni e bouganville, ibiscus e gerani, è boom anche per la coltivazione dell'orto per trascorrere giornate all'aperto nel rispetto delle regole e garantirsi una produzione casalinga di pomodori, zucchine e lattughe da utilizzare nelle lunghe giornate in cucina, insieme al basilico, rosmarino, salvia, timo e mentuccia fai da te.

Orientexpress non può che approvare questa passione e suggerire di renderla anche più originale e meravigliosamente estetica, arredando i vostri spazi verdi con uno dei suoi must: LE PUPE DEL BIROCCIO.

Rubiconde contadinelle sono le protagoniste della linea realizzata in ceramica raku da Lorenzo Marconi ed ispirata alla tradizione contadina marchigiana.

In origine erano infatti le figure dipinte nei carretti di legno che si usavano fino agli anni '60 nelle nostre campagne. Allegorie per l'abbondanza dei raccolti.

Tradotte con le linee essenziali tipiche dello stile grafico usato in bottega, esse sono riprodotte su piatti, vasi e quadri.

Ma in particolare sui vasi ci vogliamo soffermare, perchè è appena stata ultimata una nuova collezione di colorate donnine in ceramica, pronte a far bella mostra di sè anche semplicemente su di un davanzale e con esse togliersi la soddisfazione di un pesto casalingo o di patate arrosto con il rosmarino coltivati al loro interno.


All'Orientexpress torna Mirtilla!

Un personaggio realizzato tantissimi anni fa da Anna e Lorenzo e poi nel corso del tempo, accantonato in un angolo.

Con le caratteristiche delle loro classiche bambole anni '20.

I capelli neri a caschetto rigorosamente con la frangia e gli occhioni azzurri tipici delle creazioni Orientexpress, Mirtilla ha un puntino come naso e la bocca rossa a cuore.

Ma la sua particolarità più evidente, è che la Signorina in questione, è qualche chilo sovrappeso e sembra proprio vantarsi delle sue forme rotondeggianti.

Dopo un periodo di lockdown in cui tutti siamo stati chiusi in casa a cucinare e accumulare peso, adesso nonostante tutto, non vediamo l'ora di uscire e passare un po' di tempo all'aria aperta.

L'estate è sempre più vicina e speriamo presto di riuscire a tornare a viaggiare e raggiungere qualche luogo di villeggiatura. Per quello che riguarda Mirtilla, lei già ha scelto: passerà le sue vacanze sulla spaggia di Senigallia.

Protagonista di una nuova mini collezione, la troverete presto come bambola di pezza con tanto di ciambella per non affogare. Srizzata in un sensualissimo costume intero, certo non rinuncerà all'eleganza, indossando anche un filo di perle ed un nastro tra i capelli.

La troveremo poi come silhouette in legno dipinto su una nuovissima linea di ventagli dalle fantasie allegre e piene di frutta colorata. In ultimo, poserà per una cartolina che ci auguriamo, possa essere l'inizio di una divertente collezione da spedire o tenere per sè.

Continuate dunque a seguire le sue notizie e scoprire così il ritorno e le avventure di questo allegro e sfrontato personaggio.