Ed ora finalmente per voi, al centro dell'arena, il tanto atteso Gianciotto!

Vi abbiamo aggiornato passo dopo passo sulla nascita di questo tigrotto.

Ricordate un pochino la sua storia? Ripercorrendola in breve, vi possiamo dire che tutto ha avuto origine con la manifestazione che la nostra Associazione Culturale L'Estetica dell'Effimero ha organizzato nel 2017 alla Rotonda a mare di Senigallia e dedicata al Circo. Per l'occasione Anna realizzò 4 figure in terracotta di animali onirici ispirati a quel mondo. Un collezionista se ne innamorò e li acquistò tutti.

Quest'anno poco prima di Natale la stessa persona si fece avanti con una nuova proposta, quella cioè di incrementare il suo zoo con una nuova figura, quella della tigre.

Accettata subito la sfida, prese lentamente forma Gianciotto.

Per la sua realizzazione sono stati seguiti i canoni degli animali precedenti, a partire dall'utilizzo del piedistallo su cui appoggiano. Il classico rialzo colorato dove di solito posizionati dentro l'arena, queste bestioline aspettano di esibirsi. La scelta degli occhi a palla li rendono buffi e le sfumature quasi illustrazioni per un libro d'infanzia. Tutti possiedono degli elementi tipici dell'abbigliamento umano; questo per definirne il carattere, la provenienza e perchè no, poterci quindi immaginare una storia da raccontare.

Gianciotto indossa un cappello a cilindro ed una bianca gorgera. E' dunque un nobile felino appartenente ad una antica casata inglese. Sofisticato, elegante, addirittura un pochino altezzoso. Sa di non essere un leone e quindi a capo di tutti gli altri animali, ma non per questo si sente inferiore a lui. Forse porta quel candido collo a pieghe, proprio per simulare la crinera che tanto avrebbe voluto.

Almeno è così che lo racconta Anna, ma ognuno è libero di fantasticare quello che più gli piace.

A distinguerlo dagli altri è però l'elemento giocoso. Nella collezione passata ognuno dei protagonisti aveva con sè uno o più palloncini in terracotta. Anche per il tigrotto erano stati preparati, ma con l'evolversi del progetto, l'artista li ha giudicati superflui e disarmonici.

Per marcare la differenza con gli altri, Gianciotto è invece munito di un hula hoop rimpicciolito secondo le sue dimensioni e dipinto in modo omogeneo con il resto della scultura.

Il salto del cerchio dopotutto è la specialità con cui le tigri fanno il loro spettacolo sotto le grandi tende circensi. Anche il nostro Lord è chiamato a fare questo, ma uno snob come lui lo esegue contro voglia e l'atto energico di oltrepassarlo, in questo caso lascia il posto quasi ad uno scivolarci dentro.

Ora comodamente appollaiato sopra il suo rialzo per cercare un po' di riposo, Gianciotto ozioso, aspetta di andare a conoscere la sua nuova famiglia e organizzare subito con i suoi colleghi un nuovo show.


Timidamente Amore

Oggi non si lavora al Circo delle meraviglie. Due artisti bohemién ne approfittano per fare una romantica passeggiata nel parco costellato di margheritine bianche.

Sono talmente timidi che a stento riescono a scambiarsi qualche parola. Lui vorrebbe darle il mazzo di fiori che ha in mano, ma ancora non ha trovato il coraggio. Poi si siedono su di una panchina, e allora chissà, forse riusciranno finalmente a darsi il primo bacio tra lo scambio furtivo dei loro languidi sguardi e i complici uccellini intorno che fanno il tifo.

A differenza di tutte le altre piccole sculture della nuova collezione ispirata al Circo fin de Siècl, questa è l'unica in cui i due protagonisti non hanno un nome. La scelta è voluta da Lorenzo affinchè ognuno di noi possa immedesimarsi nella scena e dare ai due amanti il nome che meglio ci identifica.

In terracotta dipinta a freddo, ha come valore aggiunto la panchina in mignatura in legno e ferro battuto. Trovata in pessime condizioni in un mercatino dell'antiquariato e sapientemente restaurata, era in origine un elemento decorativo da giardino.


Torniamo all'essenziale con LA FATTORIA

Il tratto tipico del paesaggio marchigiano è un susseguirsi di morbide colline che come tante onde si rincorrono fino alle coste, dove spiagge di sabbia dorata e sottile si distendono fin dentro le acque del mare.

Girando tra le campagne è facile imbattersi in grandi case coloniche in cui un tempo abitavano enormi nuclei famigliari. Proprio prendendo esempio da queste tipiche strutture, nasce la collezione primaverile dedicata alla Fattoria.

Il momento storico ci impone di cercare l'essenziale, tornare alle nostre radici e ritrovare il gusto per le piccole cose. Ecco dunque spiegato il perchè di una fattoria. Un luogo in cui abitano in tutta semplicità una coppia di contadini circondati dai loro animali da cortile e gli ortaggi coltivati nell'orto.

La linea delle Pupe del Biroccio viene così oltremodo sviscerata, integrando nuove tecniche, elementi e proposte.

Il fulcro di questa collezione è una scatola in legno con dipinta sul suo coperchio, la tipica casa colonica marchigiana dal tetto ricoperto di tegole in cotto. Aprendo lo scrigno, compaiono i protagonisti del nostro racconto, dei pupazzi in stoffa dipinta, da appendere qua e là per la casa, o magari, adesso che sta per arrivare la Pasqua, inventarci un originale alberello. C'è il capofamiglia, il contadino dai grandi baffi, la camicia a scacchi ed il gilet e sua moglie intenta in qualche faccenda domestica, con il grembiule da cucina e il fazzolettone in testa per coprire i capelli. A loro si aggiungono gli animaletti tipici dell'aia: l'oca bianca dal lungo collo, la gallinella e l'immancabile gatto randagio.

Le stesse bestioline vengono riproposte come vecchi giocattoli. In terracotta dipinta, oca, gatto e gallina sono posti su vecchie tavole di recupero munite di ruote e spago per il traino. Ovviamente il tutto ha solo scopo decorativo, nessun bambino potrà scorrazzare per casa con un'ochetta al seguito. La struttura è in realtà un semplice piedistallo.

Altri pupazzi, ghirlande a forma di cuore e posate in legno con ortaggi in ceramica arricchiscono ulteriormente la nostra fattoria, ma tra tutti spicca un altro elemento, il cuore della famiglia, o come si usa dire, "casa dolce casa".

Irradia una soffusa luce calda dalle finestre, una piccola lampada a forma di casa in terracotta con il tetto ricoperto di tegole, le persiane in legno alle finestre, colori sgargianti alle pareti e l'immancabile cane da guardia in giardino. Il suo nome è Toto così come scritto nella sua cuccia.

Ogni facciata è diversa. Ci sono i fiori sui davanzali, la porta principale, quella sul retro e anche un alberello.

 


I carillon del Circo Bohémien

Si arricchisce di nuovi personaggi il circo delle meraviglie. Tutto è pronto per continuare lo spettacolo, questa volta sulle note del Lago dei Cigni.

Sono infatti carillon le nuove figure in terracotta che troneggiano sopra scatole in legno ottagonali, all'interno delle quali si trova il meccanismo che le fa girare a suon di musica.

Ginette, Louise e Claire sono tre ballerine che fanno riscaldamento. Ognuna con un carattere diverso che si esprime attraverso l'azione che compie. C'è la nostalgica che tiene in mano un palloncino a pois, la spavalda, impettita e pronta a dare il meglio di sè e infine l'energica, sempre attiva, con una gamba all'insù.

Sebbene le loro forme burrose non sarebbero quelle tipiche di una ballerina di danza classica, sul palco della fantasia tutto è concesso, e anche una rotonda ragazza può librarsi felice nel fruscio del suo tutù colorato.

Viene naturale citare la frase contenuta nella canzone di De Gregori La Donna Cannone: "E in faccia ai maligni e ai superbi, il loro nome scintillerà".

A completare la collezione, c'è Didier la mascotte della Compagnia. Un bambino che veste ancora alla marinara, ma che nonostante la sua giovane età, già si esibisce in sella al suo cavallino a dondolo.


Giovedì Grasso siamo on-line

Solitamente in questo periodo dell'anno siamo super impegnati nel fare gli ultimi ritocchi ai nuovi costumi, preparare le traboccanti valige per Venezia, o anche dare le ultime direttive per il Carnevale di Senigallia.

Giorni eccitanti e densi di adrenalina che per questo 2021 non saranno possibili da eguagliare. Per fortuna abbiamo il negozio e le tante nuove creazioni ci tengono allegri, ma sarebbe ipocrita non dire che una forte nostalgia ci stringe il cuore.

Scontato affermare che chi ti vuole bene si vede nel momento del bisogno, ma in effetti è proprio così. Fin dagli albori dei tempi infatti, la nostra attività carnevalesca è stata sempre supportata da tantissime persone. Da principio gli amici più stretti, poi con il passare del tempo, il calore dell'intera città di Senigallia ci ha sempre sostenuto. Ecco quindi che in un periodo così privo di stimoli di ogni genere, in cui il non poter far nulla ci costringe in un limbo mentale e creativo, si è innescata la scintilla.

Ormai più di un mese fa è arrivata la telefonata della scoppiettante presidente del Rotary Club di Senigallia nonchè illustre primario di oncologia di Torrette di Ancona Rossana Berardi, con una proposta da farci.

La sua prestigiosa Associazione ha spostato per questo momento legato alla pandemia, tutte le sue attività sul web. Incontri, riunioni ed eventi così come ormai è prassi generalizzata, si svolgono attraverso piattaforme virtuali. Ecco dunque che anche per Carnevale, la Dottoressa ha pensato di proporre un appuntamento legato a questa coloratissima festa e così facendo ha avuto subito l'intuizione di coinvolgerci in quanto eccellenze indiscusse nel settore.

L'incontro si svolgerà GIOVEDI' 11 FEBBRAIO alle ore 18:30 in quanto giorno rotariano tradizionale e soprattutto perchè sarà Giovedì grasso.

Doveroso ringraziare anche il Comune di Senigallia che ha dato la possibilità di registrare parte del materiale vide,o all'interno del Teatro La Fenice dove sono esposti in una mostra permanente, dodici tra i più significativi costumi della nostra carriera veneziana.

CARNEVALE 2021 - La Bellezza dell'Effimero sarà un racconto dei momenti più belli, curiosi e divertenti di questi 25 anni ininterrotti di Carnevale. Come nelle migliori trasmissioni, non mancheranno di certo gli ospiti tra i quali siamo lieti di poter annunciare l'intervento dell'attrice Giorgia Penzo, presentatrice del Carnevale di Venezia e del Maestro delle Cerimonie, il performer Principe Maurice Agosti.

Domani pomeriggio vi aspettiamo in digital edition. Basta sintonizzarsi sulla pagina facebook del Rotary Club di Senigallia e assistere alla diretta. Saremo lieti di poter rispondere anche alle vostre domande.

 


Per San Valentino scegli un regalo Brocante

La festa degli innamorati si avvicina, anche se il 2021 mette a dura prova le coppie che devono fare i conti con restrizioni di ogni genere.

Anche prima che ci mettesse lo zampino la quarantena, in moltissimi amavano trascorrere la giornata di San Valentino a casa ma se prima era una scelta, ora dopo un anno le idee iniziano a scarseggiare.

Bisognerà quindi lavorare di fantasia e creatività, ma sicuramente se ci pensate bene, le idee non vi mancheranno.

Il laboratorio artistico Orientexpress dal canto suo, può aiutarvi a rendere questa giornata speciale, proponendovi qualche regalo unico nel suo genere. In molti li snobbano temendo di apparire sdolcinati, ma in realtà un pensiero da dedicare alla persona amata è sempre un bel gesto. In più in una fase in cui gli svaghi sono decisamente pochi, perché non gratificarsi a vicenda con un oggetto carico di bellezza e originalità?

Per un'occasione così speciale, i fratelli Marconi hanno dunque pensato di ispirarsi al mondo delle Pupe del Biroccio, figure femminili dipinte una volta sulle sponde dei tipici carretti usati nella campagna marchigiana. Ormai da tempo Lorenzo produce vasi in ceramica raku con la forma di rotonde contadinelle. A queste ora si affianca la nuova linea di Anna che dipinge il medesimo soggetto su complementi d'arredo in legno di recupero. Ecco dunque una serie di opere in cui coppie di paffuti fidanzatini sono dipinti stretti in teneri abbracci mentre si scambiano languidi sguardi d'amore.

Li possiamo trovare dentro vecchie cornici, sull'anta di un pensile di una cucina ormai in disuso, o anche all'interno dei cassetti di un mobile da toilette anni '50.

Manufatti dal fascino vissuto, mobili usati e vecchi tesori scovati nei mercatini dell'antiquariato, sono una delle tendenze più in voga nel mondo dell’arredamento. Patinate riviste di interni e magazine on line aprono le porte ad uno stile unico ed inconfondibile: il brocante.

E’ un termine di origine francese e ad oggi è molto usato per indicare tutti gli oggetti e gli arredi di recupero o di produzione non contemporanea. Come indica il termine sono cose ‘tirate fuori’ dai solai.

Ecco dunque come un  vecchio cassetto, caratterizzato dai segni del tempo, rivestirà di romanticismo l’ingresso delle vostre case o un angolo del soggiorno non solo il 14 febbraio, ma per tutto il resto della vostra vita insieme.


Una nuova sfida: Gianciotto il Tigrotto

Come molti di voi ben sanno, Anna e Lorenzo sono a capo dell'Associazione Culturale L'Estetica dell'Effimero.

Ogni anno fin dal 2012 presso la Rotonda a mare di Senigallia, organizzano l'omonima kermesse in cui a farla da protagonista, sono i loro costumi artistici. Questi fanno da cornice a tante serate di spettacolo in cui si alternano sul palcoscenico amici attori, performer, musicisti e chi più ne ha più ne metta.

Nel 2017 in particolare, la sesta edizione di questo evento, portava il sottotitolo di CIRCUS. Forse la serie di serate più importanti, piene e scoppiettanti di sempre in cui ad alternarsi ci sono stati pagliacci, contorsionisti, maghi, attori, ballerine di tip-tap e uno strepitoso clown bianco interpretato dal performer Principe Maurice Agosti. L'abito da lui indossato, gentilmente concesso dal regista Antonio Giarola, anch'egli ospite all'iniziativa, fu nientemeno uno tra gli originali usati sul set del film I Clown di Federico Fellini.

Ma veniamo al punto. Per l'occasione Anna creò quattro grandi animali in terracotta ispirati al fantastico mondo del Circo. Buffi e surreali, erano tutti intenti a compiere la loro divertente esibizione sopra al classico piedistallo dell'arena, mentre in qualche modo tenevano con sè palloncini colorati.

Ad ognuno venne dato un nome con l'aiuto dei bambini che al tempo frequentavano il corso di ceramica estivo. C'era Antonietta la scimmietta, Gedeone l'elefantone, Raffa la giraffa e Oreste il re delle foreste.

La loro realizzazione fu un vero e proprio divertimento per l'artista e ancora più grande fu la sua soddisfazione quando un collezionista appassionato di animali, decise di adottarli tutti.

Una bella parentesi che sembrava essersi conclusa, almeno fino a quando poco prima dello scorso Natale, arrivò in bottega un nuovo messaggio dallo stesso poetico cliente. "Te la butto lì, per la serie tentar non nuoce. Quando sarai libera dal tour de force natalizio e ovviamente se ne avrai voglia, vorrei commissionarti una tigre vista con i tuoi occhi.."

Ad una carica di entusiasmo così non si può ovviamente dire di no e ad Anna certo non manca il coraggio di affrontare le belle sfide artistiche che le vengono proposte. In questi lenti giorni di gennaio dunque, mentre Lorenzo sta lavorando a sua volta con la creta ad una meravigliosa linea dedicata al mondo Bohemien, la sorella sta sfidando la materia plastica trasformandola in un "temibile" felino.

Non è un'impresa semplicissima modellare quel gioco di pieni e vuoti che possono crollare in un istante. Ci vuole calma, padronanza della tecnica, il progetto ben chiaro in testa e la consapevolezza che il freddo non aiuta l'argilla ad asciugarsi come dovrebbe. Ma ormai ci siamo quasi e lo svogliato, elegante Gianciotto, sta per prendere la sua forma definitiva. Appena possibile vi mostreremo il risultato finale prima della cottura.

 


Colore, allegria e divertimento, parole chiave per questo 2021

Solitamente durante i primi giorni dell'anno, una delle attività a cui Anna e Lorenzo danno la precedenza in negozio, è quella di munirsi di carta e penna e approfittare della tranquillità del momento, per fare il punto della situazione e pianificare l'annata che verrà. Girando tra gli scaffali, sono soliti annotare quali tra le opere esposte sono piaciute di più, dove è il caso di concentrare il proprio estro e abilità e dove invece lasciare la collezione esaurirsi proponendo magari anche qualche piccolo sconto.

Anno nuovo, vita nuova! Così come le specie vegetali si preparano a rinnovarsi nell'orto e nel giardino, così anche gli esseri umani fanno buoni propositi. Ecco dunque prendere forma la lista delle nuove creazioni da avviare in questo mese di gennaio, a dir poco cruciale per i due artisti senigalliesi.

Certo non possiamo svelare per filo e per segno a che cosa si è preso a lavorare in questi giorni nel laboratorio Orientexpress di via Cattabeni, ma alcune anticipazioni le vogliamo dare. Dopotutto non ci sono segreti in bottega, dove se vi capita di far visita agli artisti durante le ore di lavoro, potrete constatare con i vostri occhi che cosa bolle in pentola attraverso il vetro che vi separa dalla loro fucina.

Per questo 2021 le parole chiave per le produzioni sono COLORE, ALLEGRIA e DIVERTIMENTO.

La prima regola per un artista è quella di creare solamente cose che lo divertono. Solo così l'opera realizzata potrà emanare una buona energia.

Il mondo delle Pupe del Biroccio è senza dubbio quello più spensierato a cui i fratelli Marconi si ispirano. Ormai da tempo Lorenzo produce vasi in ceramica raku con la forma di rotonde contadinelle. Tanto è il gradimento del pubblico che è inevitabile continuare a realizzarli.

A questo si affianca da qualche tempo, la nuova linea di Anna che dipinge il medesimo soggetto su complementi d'arredo in legno di recupero come ante di mobili o cassetti. Presto sarà San Valentino e con un occhio particolare alla ricorrenza, qualche creazione sarà ovviamente dedicata all'amore.

C'è poi l'amata argilla che sta dando alla luce un piccolo popolo di personaggi circensi sognatori in stile bohémien. Quest'anno purtroppo non ci sarà il Carnevale, ma il cuore dei Marconi batte sempre forte per le maschere e i loro mondi poetici e surreali.

Presto partiranno anche la nuova collezione di ombrelli con il manico in legno scolpito e pensando anche alla Pasqua, un mini progetto dedicato alla fattoria e ai suoi animali.

A tutto questo vanno poi aggiunte il restauro delle bambole antiche e le numerose commissioni che già sono in agenda e che certamente alimentano l'entusiasmo dei due artisti, grati per la tanta stima ed affetto dimostrati loro dai moltissimi clienti del Laboratorio.


Pandora, la bambola che ha fatto la moda

Una commissione che ci ha entusiasmato!

Il regalo di Natale che due amorevoli ragazzi, hanno deciso di farci realizzare per la loro mamma, grande collezionista di bambole. Sapendo del nostro impegno nel mondo della rievocazione storica, la scelta è caduta sulla riproduzione di un abito femminile rinascimentale in mignatura. Su di una vecchia bambola in bisquit, ecco dunque prendere vita la storia della moda e del costume non solo costruendo l'abito, ma riportando in auge la tradizione della Pandora.

Le bambole Pandòra, realizzate a mano e su ordinazione, vestite con fedeli riproduzioni di abiti ricostruiti nei minimi dettagli, rappresentavano la finezza e l’eleganza dell’aristocrazia. Da alcune ricerche storiche in proposito è emerso che venivano utilizzate già nelle corti rinascimentali. Documenti dell’epoca testimoniano, infatti, un legame tra le bambole di moda e la figura della marchesa Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga di Mantova, denominata anche Primadonna del Rinascimento per aver ben rappresentato il modello ideale femminile del tempo.
Isabella d’Este, apprezzata nelle corti europee per il suo inconfondibile gusto estetico, riceveva molte lettere da parte di diverse nobildonne, appartenenti a famiglie reali europee, che le chiedevano consigli sullo stile italiano degli abiti femminili per poterlo imitare. Isabella rispondeva inviando bellissime bambole abbigliate con abiti realizzati da esperti tessitori e sarti, che riproducevano perfettamente i tessuti e le forme dei suoi vestiti. Così facendo diventò promotrice di uno strumento particolare, che nel tempo si rivelò utile per diffondere la moda: la bambola Pandòra.

Il nome della bambola si ispira a Pandora, personaggio della mitologia greca. Contese, dalle migliori famiglie europee, le bambole Pandòra arrivavano nei migliori salotti insieme a casse piene di corpini, sopravvesti, abiti da ballo in broccato e velluto stile Maria Antonietta, sottovesti di lino, mussolina o batista ornate di pizzi, nastri, fiocchetti e volant, mantelline, cappelli, cuffie e parrucche.
Nel 1778, con la crescente affermazione internazionale della moda francese, le Pandòra, che intanto avevano cambiato nome in “Poupès de la Rue Saint Honore”, vennero soppiantate dalla brillante e rivoluzionaria idea di madame Eloffe, un’affermata e intraprendente sarta parigina, che inventò il precursore del moderno manichino, un’ ambasciatrice di moda in grandezza naturale che permetteva alle clienti di misurare gli abiti, prima di ordinarli.

Il primo capo indossato dalla nostra Pandora è equivalente alla biancheria intima di oggi, la camicia. In cady color panna, lunga fino al polpaccio, bordata sulla scollatura con del pizzo, e chiusa dietro tramite delle cordicelle realizzate a mano intrecciando fili di cotone.

Sopra c'è poi il vestito vero e proprio in lampasso con base color panna e fiori sulle tinte del blu, celeste e verde. Avanti e dietro le chiusure sono anch'esse fatte con trecce di filo color ocra passanti attraverso occhielli dorati. Le maniche sono di velluto verde.

In conclusione ecco la Pazienza o Giornea. Un copriabito in velluto ocra e verde, con applicazioni di passamaneria e perle rigorosamente cucite a mano.

I capelli in canapa, sono stretti dietro in una lunga coda attorcigliata con passamaneria identica a quella dell'abito. Sulla fronte, l'immancabile nastro.

Al collo un giro di perle e pendente color oro e turchese.

Questa per noi è la vera essenza della bambola. Non la vediamo come un semplice giocattolo da disdegnare o addirittura da rifiutare per il terrore che un film che neanche abbiamo visto ci vuole trasmettere, bensì come un mezzo che ha viaggiato attraverso i secoli, arrivando nelle più fastose corti europee, portando con sè cultura e bellezza.


Quell'angioletto di Mirtilla

L'abbiamo imparata a conoscere questa estate mentre indossava sfrontatamente il costumino da bagno, fregandosene alla grande dei chili accumulati durante il lockdown primaverile.

Ora è tornata in una nuova versione la piccola bambolina in stoffa imbottita e dal faccino dipinto. Mirtilla è fatta completamente a mano, utilizzando materiali di pregio come il prezioso pizzo scelto per la sua gonna. Alta circa 20cm, dalle forme generose, non rinuncia alla sua sensualità lasciando intravedere le gambe cicciottelle attraverso i giochi di trasparenza del vestito.

Sta arrivando il Natale e anche lei in qualche modo, vuole contribuire per rendere questo periodo dell'anno più allegro possibile. Munita di alucce in cotone bianco e righine in filo oro, stringe tra le braccia un enorme cuore di velluto rosso.

La dolcissima Mirtilla rimanda questa volta al mondo della pasticceria. Grazie alle sue forme rotonde, è facile pensare a lei come ad un pasticcino dove il cuore che porta con sè, sembra quasi una ciliegina. Ci sono quindi Mirtille rifinite con nastri nocciola a suggerire il sapore del cioccolato, con nastri bianchi per rimandare al gusto della panna o dello zucchero e con nastri ecrù che suggeriscono invece la vaniglia.

A completare la suggestione, l'ultimo tocco dell'artista: spruzzarle addosso uno squisito profumo di zucchero filato.

Ne sono state cucite soltanto 10 e se pure a prima vista possano sembrare identiche, ovviamente non è così visto che un lavoro artigianale al 100% non potrà mai ripetersi uguale per due volte di seguito.

A completare la collezione, ci sono anche dei pasticcini in tessuto e pallettes anch'essi da appendere e profumatissimi.

Da sfoggiare sull'albero, la sfacciata ragazza dai capelli a caschetto, non accetterà di essere riposta facilmente in qualche scatolone tra gli addobbi da riporre dopo l'Epifania. Mirtilla infatti sarà felicissima di rimanere con voi per tutto il corso dell'anno, portando un po' di serenità e fortuna a chiunque decida di accoglierla in casa.