Quasri, sculture, lampade, complementi d'arredo e vasi

Voglia di natura con le Pupe del Biroccio

In questi mesi sembra proprio scoppiata una nuova moda tra gli italiani, quella cioè di dedicarsi al giardinaggio tra mille colori e odori.

Non solo piante e fiori sui balconi per respirare l'aria della primavera, ma, tra limoni e bouganville, ibiscus e gerani, è boom anche per la coltivazione dell'orto per trascorrere giornate all'aperto nel rispetto delle regole e garantirsi una produzione casalinga di pomodori, zucchine e lattughe da utilizzare nelle lunghe giornate in cucina, insieme al basilico, rosmarino, salvia, timo e mentuccia fai da te.

Orientexpress non può che approvare questa passione e suggerire di renderla anche più originale e meravigliosamente estetica, arredando i vostri spazi verdi con uno dei suoi must: LE PUPE DEL BIROCCIO.

Rubiconde contadinelle sono le protagoniste della linea realizzata in ceramica raku da Lorenzo Marconi ed ispirata alla tradizione contadina marchigiana.

In origine erano infatti le figure dipinte nei carretti di legno che si usavano fino agli anni '60 nelle nostre campagne. Allegorie per l'abbondanza dei raccolti.

Tradotte con le linee essenziali tipiche dello stile grafico usato in bottega, esse sono riprodotte su piatti, vasi e quadri.

Ma in particolare sui vasi ci vogliamo soffermare, perchè è appena stata ultimata una nuova collezione di colorate donnine in ceramica, pronte a far bella mostra di sè anche semplicemente su di un davanzale e con esse togliersi la soddisfazione di un pesto casalingo o di patate arrosto con il rosmarino coltivati al loro interno.


All'Orientexpress torna Mirtilla!

Un personaggio realizzato tantissimi anni fa da Anna e Lorenzo e poi nel corso del tempo, accantonato in un angolo.

Con le caratteristiche delle loro classiche bambole anni '20.

I capelli neri a caschetto rigorosamente con la frangia e gli occhioni azzurri tipici delle creazioni Orientexpress, Mirtilla ha un puntino come naso e la bocca rossa a cuore.

Ma la sua particolarità più evidente, è che la Signorina in questione, è qualche chilo sovrappeso e sembra proprio vantarsi delle sue forme rotondeggianti.

Dopo un periodo di lockdown in cui tutti siamo stati chiusi in casa a cucinare e accumulare peso, adesso nonostante tutto, non vediamo l'ora di uscire e passare un po' di tempo all'aria aperta.

L'estate è sempre più vicina e speriamo presto di riuscire a tornare a viaggiare e raggiungere qualche luogo di villeggiatura. Per quello che riguarda Mirtilla, lei già ha scelto: passerà le sue vacanze sulla spaggia di Senigallia.

Protagonista di una nuova mini collezione, la troverete presto come bambola di pezza con tanto di ciambella per non affogare. Srizzata in un sensualissimo costume intero, certo non rinuncerà all'eleganza, indossando anche un filo di perle ed un nastro tra i capelli.

La troveremo poi come silhouette in legno dipinto su una nuovissima linea di ventagli dalle fantasie allegre e piene di frutta colorata. In ultimo, poserà per una cartolina che ci auguriamo, possa essere l'inizio di una divertente collezione da spedire o tenere per sè.

Continuate dunque a seguire le sue notizie e scoprire così il ritorno e le avventure di questo allegro e sfrontato personaggio.

 


Tanta allegria per i nuovi ventagli Orientexpress

Dopo un lungo periodo terribile chiusi in casa, pieno di brutte notizie ed incertezza per il futuro, Anna e Lorenzo Marconi provano ad essere ottimisti pensando ai nuovi progetti artistici per il loro laboratorio.

Presto arriverà l'estate e con essa tanta voglia di leggerezza. Le previsioni metereologiche a lunga data, ci dicono tra l'altro, che ci sta attendendo una delle estati più calde degli ultimi 100 anni. Così all'Orientexpress ci si premunisce e dopo aver scelto innumerevoli ventagli per le nuove collezioni 2020, ecco svelate le prime indiscrezioni.

Il ventaglio è senza dubbio uno dei cavalli di battaglia del laboratorio tanto da essere richiesti anche fuori stagione. Oltre ad essere utile per rinfrescarsi, è questo un elemento da sfoggiare in qualsiasi momento della giornata, rendendo ogni situazione più allegra, colorata ed unica. "Unica" sì, perchè ad ognuno di loro, i due fratelli applicano una silhouette in legno dipinto. Proprio questa personalizzazione gli ha resi nel tempo ricercatissimi e di tendenza.

Ogni anno propongono soggetti nuovi, abbinati alla fantasia dei tessuti, sempre coerenti con il loro mondo onirico e fatto di figure di donna eleganti, spesso ispirate alla storia del costume. Tra le linee non possono di certo mancare figurini dedicati all’eleganza dei primi del ‘900. Un periodo questo molto caro ai Marconi e a Senigallia. E’ appunto in quegli anni che è nata la stagione balneare nella nostra città. Proprio alle Bagnanti di Senigallia sarà dunque dedicata una serie di ventagli in pizzo elegantissima, ed una più spiritosa che dopo anni di assenza, vedrà tornare in negozio la rotonda figura di Mirtilla.

Per le fashion victim non potrà mancare la linea ispirata alla stilista Chanel e ancora tanto altro che sarà svelato prossimamente.

Sulla loro qualità poi, non c'è da dubitare. E' imperativo infatti usare sempre prodotti di buona fattura, rigorosamente in legno e tessuto. Sulla parte dipinta poi, la garanzia è del 100%. Le figurine realizzate una ad una a mano, sono poi finite con un protettivo idrorepellente. Così anche se qualche goccia d’acqua cadesse accidentalmente sulla silhouette, niente subirà danni.

Mentre Anna e Lorenzo stanno dunque lavorando alle nuove coloratissime linee per questa calda e speriamo allegra estate, siete tutti invitati intanto a ripassare qui di seguito tutte le regole per un corretto linguaggio del ventaglio. Perchè si sa, nella sua semplicità questo è un potente mezzo di seduzione e in particolare le donne, lo hanno sempre saputo utilizzare al meglio.

PORTATO NELLA MANO DESTRA - Voi desiderate troppo 

PORTATO NELLA MANO SINISTRA,APERTO - Avvicinatevi e parlate con me

PORTATO NELLA MANO DESTRA, DI FRONTE AL VOLTO - Seguitemi

PORTATO NELLA MANO SINISTRA, DI FRONTE AL VOLTO - Desiderosa di conoscervi

INTRECCIANDO LE MANI SOTTO AL VENTAGLIO APERTO - Dimenticatemi,Vi prego

COPRIRE L’ORECCHIO SINISTRO CON IL VENTAGLIO APERTO - Non tradite il nostro segreto

TRACCIARE LINEE SULLA MANO - Vi odio

PASSARLO  SULLA GUANCIA - Vi amo

PASSARLO DAVANTI AGLI OCCHI - Scusatemi

PASSARLO DAVANTI ALLA FRONTE - Siete cambiato

LASCIAR CADERE IL VENTAGLIO - Saremo amici

SVENTOLARSI LENTAMENTE - Sono sposata

SVENTOLARSI VELOCEMENTE - Sono fidanzata

GUARDARE FISSO IL VENTAGLIO CHIUSO IN MODO PENSOSO - Perché non mi capite?

APPOGGIATO SULLA GUANCIA DESTRA - Sì

APPOGGIATO SULLA GUANCIA SINISTRA - No

APPOGGIATO DIETRO ALLA TESTA - Non mi dimenticate

CON IL MIGNOLO STESO - Arrivederci

APRENDOLO E CHIUDENDOLO - Siete crudele

APRENDOLO ALLA MASSIMA ESTENSIONE - Aspettatemi

APPOGGIATO ALL’ORECCHIO SINISTRO - Desidero liberarmi di Voi

PRESENTATO CHIUSO - Mi amate?

PRESENTANDO SOLO UN CERTO NUMERO DI STECCHE APERTE - A che ora?

CHIUDERE MOLTO LENTAMENTE IL VENTAGLIO DA COMPLETAMENTE APERTO - Prometto di sposarvi

VENTAGLIO CHIUSO APPOGGIATO SUL CUORE - Avete conquistato il mio amore

VENTAGLIO CHIUSO CHE INDUGIA SULL’OCCHIO DESTRO - Quando mi permetterete di vedervi?

TOCCARE IL VENTAGLIO SPIEGATO NELL’ATTO DI SVENTOLARSI - Vi sarò vicina per sempre

TOCCARNE LA PUNTA CON IL DITO - Desidero parlarvi

FARLO ROTEARE NELLA MANO SINISTRA - Amo un altro

CON IL MANICO APPOGGIATO ALLE LABBRA - Baciatemi


L'automa che custodisce un segreto

Tempo fa ci era arrivato in negozio un paziente speciale dal Museo del Giocattolo Antico di Senigallia.

Un rarissimo esemplare di bambola Jumeau proveniente dal 1800. Un altro automa che al suo interno nasconde un meccanismo che gli consente di muoversi e raccontare una storia.

Per fortuna l'abito originale del giocattolo, era stato coperto in un secondo momento, con un altro vestito posticcio. Questo ha consentito di conservare quasi del tutto il tessuto originale.

Ecco dunque quello che è stato fatto all'interno dell'Orientexpress per riportare questo gioiello al suo antico splendore.

Dopo aver fatto una prima pulizia generale dell'oggetto, è stata riattaccata la calotta cranica e riacconciata la parrucca. A questa è stata aggiunta una passamaneria tra i capelli, invecchiata al punto giusto per armonizzarsi al meglio alle sfumature date dal tempo.

Le maniche erano completamente assenti e gli arti in metallo lasciati a far bella vista di sè. Per questo con del tessuto originale fornito dallo stesso museo, è stato possibile se pur con scarse quantità di materiale a disposizione, ricreare le maniche assenti. Sempre i proprietari della bambola hanno fornito anche il tulle in oro antico, per coprire parti letteralmente devastate ed arricchire poi polsi, collo e vita.

Anche sulla schiena è stata aggiunta una passamaneria per rinforzare lo spallone dietro che altrimenti sarebbe risultato ormai vecchio e semidistrutto.

Con la colla ed un lavoro certosino, sono poi stati fissati tutti i fili messi come decorazione intorno alla scatola ed incollato e sistemato il velluto della base del giocattolo.

In ultimo, con l'aiuto della fotografia fatta ad un automa simile al nostro, è stata realizzata in leggerissima cartapesta, la testa del diavoletto presente all'interno dello scrigno.

Finita la quarantena questa Jumeau andrà ad abitare una delle affascinanti vetrine del museo del Giocattolo Antico di Senigallia. Vi invitiamo ad andarla a trovare e chiedere ad Elena o Gabriele, di farvi vedere come la piccola si spaventa inclinandosi all'indietro e portando le braccia a coprire gli occhi, alla vista del diavoletto che esce improvvisamente dalla scatola.


Un dipinto profetico

Già durante le feste di Natale, Anna aveva addocchiato una vecchia porta tenuta in garage, pensando di utilizzarla quanto prima per un suo nuovo progetto artistico.

Sarebbe infatti diventata la cornice del quadro ispirato alla vita Rinascimentale che tanto la appassiona di recente.

L'idea era quella di raccontare una storia con lo stile illustrativo di un libro di favole.

L'artista ha cominciato l'opera in gennaio, quando ancora le parole virus, pandemia e quarantena, non erano di certo all'ordine del giorno.

Ambientata la scena all'interno di un palazzo, in essa dame e cavalieri giocano a scacchi, mentre una fanciulla danza serenamente ed un cane li osserva.

Questa immagine è però contrasta con quanto sta succedendo sopra. La stanza è infatti interrotta da una linea di separazione, oltre alla quale si staglia contro il cielo, un castello in fiamme preso d'assalto da un soldato in sella al suo cavallo rampante.

Sorprendente dunque l'attualità di questo quadro, che quasi come una profezia, racconta alla perfezione ciò che stiamo vivendo in questi gorni.

La porta reciclata e trasformata in una cornice, rappresenta la chiusura, l'ostacolo oltre il quale è vietato andare. Dobbiamo stare a casa. Proprio lei è il filtro che ci isola e ci separa da quanto c'è fuori.

Costretti a starcene nelle proprie abitazioni, cerchiamo di passare il tempo dedicandoci alle passioni che in momenti normali, dovremmo certo soffocare.

Rispolveriamo vecchi giochi e la voglia di comunicare con gli altri esseri umani in modo più semplice e diretto.

Mentre impegnamo così le settimane, fuori si sta svolgendo una vera e propria guerra. Diversa da tutte le altre, silenziosa, ma altrettanto letale. Ecco dunque il castello assediato e che va a fuoco.

Il cane simbolo di famiglia e fedeltà è protagonista nella stanza e a giudicare da quanto succede, l'unico pretesto che ci consente di varcare la soglia di casa.

Che dire poi del motivo ripetitivo che adorna l'arazzo nella parete dietro i personaggi dipinti?

Un susseguirsi di corone.

  

Speriamo però che questa stessa porta che oggi ci impedisce di vivere le nostre vite e che tanto ci spaventa, possa essa stessa molto presto aprirsi su di un mondo migliore.


La bambola che si muove

Dopo averlo ritrovato in qualche angolo segreto della propria casa, una coppia ci ha portato in negozio da valutare, un vero e proprio rottame di giocattolo. I due proprietari erano intenzionati a buttarlo via, ma prima avrebbero aspettato di sapere la nostra opinione a riguardo.

Una carrozzina di metallo arrugginito con seduta dentro, una bambola seminuda in pessime condizioni di conservazione. Gli abiti di pannolenci, così come il suo corpo, praticamente a brandelli. La testa spaccata a metà.

Come sempre la abbiamo accolta nel nostro reparto di analisi all'Ospedale delle Bambole, e per molti mesi lasciata lì in attesa di dedicarle il tempo necessario. Più i giorni passavano però e più quell'ammasso di ferraglia ci affascinava. In tutta onestà la sua presenza scenica ci aveva conquistato. Rotta ed arrugginita, portava con sè nonostante tutto, un forte carisma dato dalla sua linea aggraziata e dalla giusta patina vintage che la ricopriva. Il suo volto poi, tremendamente curioso e simpatico, ci strappava ogni volta un sorriso.

Ci siamo anche consultati con i colleghi del Museo del Giocattolo di Senigallia per avere anche da loro una stima. Di fattura italiana, databile intorno agli anni '30 del '900, probabilmente il giocattolo era una Messina-VAT, la ditta concorrente della Lenci, oppure una Magis o una Regina. Purtroppo non essendo presente il marchio di fabbrica, era impossibile risalire con certezza a quale famiglia appartenesse. In passato poi, era dotato anche di un semplicissimo meccanismo non più funzionante, che gli consentiva di muoversi camminando.

A quel punto però, ci siamo resi conto di avere tutti la stessa idea. Quella cioè che il giocattolo non valeva niente, ma che portava con sè una grande magia. Tutti eravamo pronti ad adottarlo e lasciarlo così, senza fargli nulla.

Contattati a questo punto i proprietari, li abbiamo aggiornati riguardo le nostre deduzioni, e forse entusiasmati dalla passione che ci abbiamo messo nel fargli la relazione, hanno deciso di restaurarlo completamente.

Così siamo arrivati a questi giorni di quarantena, dove proprio l'amore per il nostro lavoro, ci fa sopportare le dure giornate sospese nell'incertezza.

Prima è toccato a Lorenzo occuparsi di tutta la sistemazione strutturale e dei materiali. Ha ripulito il metallo ed il legno del passeggino, il panno del corpo della bambola e richiusa la testa con la cartapesta. In ultimo ha pure riattivato il meccanismo.

Poi è stata la volta di Anna che con il pannolenci, basandosi su ciò che rimaneva del vecchio abito, ne ha ricostruito uno nuovo di zecca arricchendolo con tante roselline colorate dello stesso tessuto. In linea con la moda del tempo, lo ha anche accessoriato con una fascia anch'essa fiorita tra i capelli e messe poi delle scarpette a completare l'opera.

Ora la bambola è come nuova. Spingendo il passeggino ha anche ricominciato a fare la capricciosa battendo le manine sul tavolo davanti a lei e girando la testa a destra e sinistra in segno di disapprovazione. Ospite provvisoriamente a casa nostra, aspetta di poter conquistare definitivamente i suoi padroncini che all'inizio non le avevano dato molta fiducia.


A Senigallia apre il Museo del Giocattolo Antico - Orientexpress sostiene il progetto

Venerdì 8 Novembre apre a Senigallia un nuovo “gioiello” culturale. Le antiche scuderie del settecentesco Palazzo Monti Malvezzi, in via Pisacane 43-45, nel centro storico della città, stanno riacquistando il loro splendore e la loro storica importanza. Ospiteranno infatti la nuova sede del Museo del giocattolo antico – trasferito da Ancona – dove si potrà ammirare una importante collezione di giocattoli dall’Ottocento fino all’immediato dopoguerra.

I fratelli Marconi sensibili a questo genere di iniziative, non solo sono felici di questa nuova proposta culturale, ma addirittura hanno potuto collaborare dando il loro contributo all'allestimento del museo.

Molti infatti sono stati i balocchi restaurati nell'Ospedale delle Bambole in via Cattabeni 31, ma non solo, poichè Orientexpress è stato coinvolto anche nella riproduzione di giocattoli dell'antichità. E' infatti presente all'interno del museo, anche un percorso storico che poggia le sue fondamenta su le scoperte archeologiche rivolte al mondo del giocattolo. I proprietari come ovvio non potendo avere gli originali, si sono rivolti ad Anna e Lorenzo, commissionando loro delle copie il più possibile fedeli agli autentici. Ecco dunque ben in evidenza, la bambola risalente al 480 a.C. in terracotta trovata a Taranto ed ora esposta al museo del Louvre, la famosa bambola della Vestale Cossinia, la bambola di Crepereia, il gioco del Serpente ed il montone con ruote.

A far da cornice ad un ambiente ricco di fascino e di suggestioni, elegante e curato nei dettagli, ci saranno anche un teatrino, disponibile per eventi culturali ed un caffè letterario, a disposizione durante le serate, con una selezione di libri artistici e letterari di pregio.


Il gioco del serpente

Continuando a parlare delle riproduzioni di giocattoli nell'antichità, per la sezione didattica all'interno del Museo del Giocattolo che presto aprirà a Senigallia, raccontiamo qui il Gioco del Serpente.

Un tipico intrattenimento questo, molto in voga in Egitto. L'originale che abbiamo preso in esame per realizzarne la copia, è in esposizione al British Museum di Londra.

Come oggi, il tempo libero in Egitto veniva impiegato a seconda delle possibilità economiche, ma esistevano attività accessibili a tutti naturalmente tenendo conto dell'età e del sesso.

Gli egizi non avevano teatri ma andavano spesso ai banchetti e si divertivano a guardare le cerimonie e le processioni.

Amatissimi erano i giochi da tavolo, e tra questi uno dei più gettonati era il gioco del Meheil dal geroglifico MHN che significa serpente arrotolato o "gioco del serpente". Si giocava su una tavola rotonda che rappresentava un serpente arrotolato su se stesso, il cui corpo era diviso in caselle, con la testa al centro.

I giocatori si servivano di pedine a forma di leoni sdraiati costruiti con ossa di animali e bilie.

Questo gioco avrebbe un significato simbolico: deriverebbe dalle antiche tecniche usate per la caccia al leone, secondo le quali veniva scavata una fossa, che si nascondeva con uno strato di vegetazione sostenuta da un telaio di canne e vi si metteva sopra il cadavere di un serpente come esca. Nel gioco, il serpente afferrava, non si sa bene come, i leoni rappresentanti dalle pedine.

 


La bambola di Cossinia

Molto presto aprirà a Senigallia il Museo del Giocattolo Antico. Orientexpress è stato coinvolto in questo progetto, con il restauro di vecchi cimeli e la realizzazione delle copie dei balocchi più antichi della storia. Infatti una sezione del percorso, sarà interamente dedicato alla storia del giocattolo inteso come ritrovamento archeologico. Risalgono precisamente a 4.000 anni fa le prime bambole della storia, deposte in una tomba egiziana per accompagnare la loro padroncina nel regno di Osiris. Piccole "donnette" in terracotta o in legno dagli arti snodabili e dagli indumenti preziosi.

La prima riproduzione di cui vi vogliamo raccontare oggi, è invece della bambola di Cossinia

Cossinia, appartenente a una nobile famiglia tiburtina, fu destinata, ancora fanciulla, al sacerdozio di Vesta presso il tempio della divinità. Scaduto il trentennio di servizio non tornò, come sarebbe stato suo diritto, alla casa paterna, ma volle restare a curare la conservazione del fuoco sacro, facendo da esempio alle novizie per la sua virtù. Quando morì, all’età di circa 75 anni, il popolo tiburtino le tributò i massimi onori.

Accanto allo scheletro di Cossinia, di cui purtroppo si è persa ogni traccia, fu rinvenuta una preziosa bambolina d’avorio, che in vita le dovette essere molto cara, simbolo della sua infanzia e di quella verginità che conservò per tutta la sua lunga esistenza. Le fanciulle romane, infatti, potevano giocare con le loro bambole solo fino alla vigilia del matrimonio, quando offrivano i propri giocattoli alla divinità, nel corso di una cerimonia che segnava il loro ingresso nei ruoli di sposa e madre. Cossinia, però, non andò mai sposa e tenne sempre con sé la sua splendida "pupa".

La bambola, oggi conservata al Museo Nazionale Romano, seguiva i dettami della moda del suo tempo, a cavallo tra il II e il III secolo, ed è perciò acconciata come la moglie di Settimio Severo, Giulia Domna, con la scriminatura centrale che divide la capigliatura in due bande ondulate. Aveva anche un nutrito corredo di minuscoli gioielli, da riporre in un delizioso cofanetto di pasta vitrea rosa con cerniere di rame: un girocollo d'oro, foggiato come una catena a doppie maglie, e un certo numero di braccialetti d'oro, tortili per i polsi e come semplici fili per le caviglie. Il corpo, snello e acerbo, aveva le giunture snodabili: spalle, gomiti, anche e ginocchia potevano essere articolati in modo naturale per far assumere alla "pupa" le più diverse posizioni.

 


Bambini! Ecco i nuovi appuntamenti con l'argilla.

Storico ormai l’appuntamento con la ceramica per i più piccoli tutti i mercoledì presso il nostro laboratorio di via Cattabeni, 31 – Senigallia.

Il corso ripartirà mercoledì 2 ottobre 2019. I laboratori saranno questa volta dedicati  alla conoscenza delle regioni d'Italia giocando con l'argilla.

Il corso si terrà con cadenza settimanale con la durata di 1 ora per appuntamento.

Prezzo € 10 per un’ora di lezione.

Per due fratelli costo totale a lezione € 17.

Nel prezzo sono compresi attrezzature, materiali e cotture. Gli oggetti realizzati potranno essere ritirati senza alcuna spesa aggiuntiva.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

PERCHE’ L’ARGILLA PER BAMBINI:

Organizzare il tempo libero dei bambini è una scelta importante. Tra le priorità ci sono lo sport, lo studio  delle lingue e per chi ne intravede l’importanza, la fruizione di un piccolo spazio da dedicare alla creatività. A volte si sottovaluta l’importanza di questo tempo impegnato a coltivare la personalità e l’espressione senza filtri verbali del mondo del bambino. Concretizzare e imprimere nella creta uno stato d’animo, contribuisce a sviluppare armoniosamente la personalità e a sviluppare le piccole e grandi difficoltà che si possono incontrare nel percorso di crescita.

A livello didattico l’uso della materia contribuisce a far percepire concretamente l’idea di spazialità che, nei programmi scolastici italiani, si limita per lo più all’utilizzo del disegno e della pittura: si copia raramente dal vero, più spesso a memoria su foglio, fino ad arrivare più avanti al concetto di prospettiva e di geometrizzazione, sempre tralasciato di fatto, la terza dimensione.

Far conoscere concretamente la spazialità e volumi, facendone esperienza diretta contribuisce a farci sentire parte di un mondo meno virtuale e molto più reale.

Per info. marconilandia@libero.it – Tel. 071 7931236

Su prenotazione corsi privati per grandi e bambini.

Costo all’ora:

€ 15 per bambini fino a 12 anni

€ 20 per adulti