Una “strada” scelta dal destino

Sono ormai 16 anni che il nostro laboratorio Orientexpress si trova al numero 31 di Via Cattabeni. Niente di particolare, una strada questa come tante altre nella nostra città. Nessun riferimento importante, pochi negozi, qualche ufficio, forse con l’unica sostanziale caratteristica di essere la sola via ad unire senza alcun ostacolo, l’enorme Piazza Garibaldi dove si trova il Duomo, con Piazza Roma, dove invece ha sede il Palazzo Comunale.

Mai prima di una serata trascorsa al nuovo Museo del Giocattolo di Senigallia, avevamo però posto troppa attenzione ad un dettaglio fattoci notare soltanto in quell’occasione, dalla proprietaria Elena.

-“Avete mai letto attentamente la targa intitolata alla vostra via?”- Ci chiese la ragazza.

Poi ci ha fatto subito notare che scritto sotto VIA CATTABENI, l’epigrafe continua con GIA’ VIA DEI TEDESCHI.

In effetti ci siamo domandati da sempre cosa potesse significare tale dicitura e Elena ci spiegò immediatamente che durante la Fiera di Senigallia, evento per secoli importantissimo nella nostra città, ogni strada veniva riservata all’esposizione di un particolare genere di merce.

Secondo le fonti storiche da lei prese in esame, i “Tedeschi” che a quanto pare si trovavano in passato impegnati a commerciare lungo la nostra via, provenivano per la stragrande maggioranza dei casi da Norimberga, città da sempre rinomata per la produzione di giocattoli ed automi.

Folgorati come San Paolo sulla via di Damasco, improvvisamente ci sentimmo protagonisti inconsapevoli di un disegno divino. Subito capimmo che la nostra presenza in via Cattabeni, non fosse per niente casuale, ma anzi, che il destino ci ha portato a svolgere la nostra professione, proprio in un luogo da tanto tempo rivolto ad un determinato genere di attività.

Costruiamo bambole, realizziamo opere che si ispirano al gioco, alla favola, al mondo dell’infanzia.

Sbalorditivo pensare che fin dai primi giorni lì, le persone hanno cominciato a chiederci di aggiustare i loro giocattoli. All’inizio li mandavamo via delusi, non pensando facesse parte del nostro lavoro. Poi pian piano abbiamo cambiato idea e accettato i primi incarichi. Adesso vantiamo di essere uno dei pochi “Ospedali delle Bambole” presenti in tutta Italia. Il fatto però che questa richiesta è stata spontanea ed insistente, è forse il segnale che qualche reminiscenza inconscia del passato legata a questo luogo, continua ad esserci nella gente o nel posto stesso.

Proprio grazie a questa rivelazione che ammettiamo ci ha segnato nel profondo, ora più che mai ci ha fatto rendere conto che forse, è proprio il destino a volerci suggerire in tutti i sensi, di continuare impavidi per questa strada.