Un dipinto profetico

Già durante le feste di Natale, Anna aveva addocchiato una vecchia porta tenuta in garage, pensando di utilizzarla quanto prima per un suo nuovo progetto artistico.

Sarebbe infatti diventata la cornice del quadro ispirato alla vita Rinascimentale che tanto la appassiona di recente.

L’idea era quella di raccontare una storia con lo stile illustrativo di un libro di favole.

L’artista ha cominciato l’opera in gennaio, quando ancora le parole virus, pandemia e quarantena, non erano di certo all’ordine del giorno.

Ambientata la scena all’interno di un palazzo, in essa dame e cavalieri giocano a scacchi, mentre una fanciulla danza serenamente ed un cane li osserva.

Questa immagine è però contrasta con quanto sta succedendo sopra. La stanza è infatti interrotta da una linea di separazione, oltre alla quale si staglia contro il cielo, un castello in fiamme preso d’assalto da un soldato in sella al suo cavallo rampante.

Sorprendente dunque l’attualità di questo quadro, che quasi come una profezia, racconta alla perfezione ciò che stiamo vivendo in questi gorni.

La porta reciclata e trasformata in una cornice, rappresenta la chiusura, l’ostacolo oltre il quale è vietato andare. Dobbiamo stare a casa. Proprio lei è il filtro che ci isola e ci separa da quanto c’è fuori.

Costretti a starcene nelle proprie abitazioni, cerchiamo di passare il tempo dedicandoci alle passioni che in momenti normali, dovremmo certo soffocare.

Rispolveriamo vecchi giochi e la voglia di comunicare con gli altri esseri umani in modo più semplice e diretto.

Mentre impegnamo così le settimane, fuori si sta svolgendo una vera e propria guerra. Diversa da tutte le altre, silenziosa, ma altrettanto letale. Ecco dunque il castello assediato e che va a fuoco.

Il cane simbolo di famiglia e fedeltà è protagonista nella stanza e a giudicare da quanto succede, l’unico pretesto che ci consente di varcare la soglia di casa.

Che dire poi del motivo ripetitivo che adorna l’arazzo nella parete dietro i personaggi dipinti?

Un susseguirsi di corone.

  

Speriamo però che questa stessa porta che oggi ci impedisce di vivere le nostre vite e che tanto ci spaventa, possa essa stessa molto presto aprirsi su di un mondo migliore.