La Fiera di Senigallia

La Fiera di Sant’Agostino che quest anno si svolgerà a Senigallia nei giorni 28-29-30 Agosto, è solo un lontanissimo ricordo dell’antichissima e altrettanto celeberrima Fiera della Maddalena che aveva inizio il 22 Luglio.

La tradizionale fiera ha origini antiche e ha le sue radici nella fiera franca che si svolgeva sin dal XIV secolo.

Durante il XVII secolo la fiera è stata sospesa per otto volte a causa della peste, e per due volte nel secolo successivo per lo stesso motivo. Questo non influì sul fatto che proprio nella metà del XVIII secolo la manifestazione raggiunse il periodo di maggior successo.

La presenza straniera era talmente importante che presto nacquero rappresentanze austriache, danesi, prussiane, svedesi, belghe, francesi, inglesi e turche ma non solo, come dimostra il nome di alcune vie odierne (Cattaro, Siria, Samo, Corfù, Smirne, Rodi) dove una volta i mercanti prendevano in affitto locali per esporre le proprie mercanzie.

La città nel corso del 1700 subì una rivoluzione urbanistica, diventando un “apparato” di questo evento commerciale; le logge dei Mercanti (Portici Ercolani) allineati parallelamente al corso del fiume navigabile, costruiti a seguito del l’abbattimento delle mura malatestiane, del vecchio Duomo e Palazzo Vescovile, erano utilizzate dai mercanti per esporre le merci. Si vendeva e si comprava di tutto: tessuti, armi, cuoiami, liquori, ferrarecce, cristalli di Boemia, vetri di Murano, libri, pellicce, droghe, giocattoli ecc…

Nel 1758 in tutta la città vennero portati da Bologna dei teloni color ruggine, che tesi per le vie principali all’altezza del primo piano dei palazzi, conferivano alla città un caratteristico aspetto da bazar mediterraneo.

Alfred De Musset, così descriveva l’atmosfera che si respirava in quei giorni: ”I privilegi della Fiera Franca, che esentano dai diritti doganali le mercanzie di tutti i paesi avevano attirato molti legni del litorale adriatico… turchi in fez passeggiavano lungo la riva del fiume, musicanti e girovaghi facevano serenate alle ragazze… le cucine esalavano in pieno i loro odori di fritture, pesci e formaggi… i cantastorie,gli zingari, i ciarlatani raccontavano gesta leggendarie suonando organetti… gli alberghi erano pieni… dall’alba al tramonto vi era un frastuono indiavolato… ballarono la tarantella sotto la mia finestra per tutta la notte e si invitavano i passanti fra loro a quel ballo improvvisato…”.