Il vecchio comodino che nasconde il mare

Spesso capita di trovarci davanti ad un vecchio mobile e avere il desiderio un po’ per noia, un po’ perchè è ridotto veramente male, di volerci sbarazzare di lui.

A volte però non dedichiamo il giusto tempo per soffermarci a guardarlo da un’altra prospettiva. Rivalutarne la forma, le dimensioni o il valore affettivo per provare a immaginarlo con un’altra identità.

Non ci stancheremo mai di raccontarvi della tecnica del relooking con la quale si dona nuova vita ad un vecchio pezzo d’arredo.

Un esempio lampante è questo comodino arrivato all’Orientexpress tristemente color “marrone spelacchiato”. Pieno di bozze e spaccature, senza una mensola e con un cassetto predisposto attraverso un meccanismo fatto in casa, a diventare una cassaforte improvvisata.

Vederci una cabina marinara all’ultimo grido era agli occhi dei più praticamente impossibile. Ma è proprio questo che possiedono gli artisti: la capacità di trovare la bellezza nascosta in tutte le cose.

Così è cominciata la prima fase, quella del restauro. Tolti tutti gli elementi mobili, smontata la vecchia ferramenta arrugginita, carteggiato e stuccato.

Poi finalmente la parte creativa. Interni smaltati di grigio e turchese. Aggiunta la mensola mancante. Ridipinto tutto intorno a strisce bianche e grige e impreziosito con dipinti di buffi pesci stilizzati su sfondo celeste brillante. Nuove viti in acciaio fissano i vecchi cardini in metallo rivitalizzato e due maniglie in ceramica spiccano gioiosamente.

Eccolo dunque pronto per una nuova vita che solo voi ora potrete dargli posizionandolo in un angolo suggestivo della vostra casa. O meglio ancora in un negozio o perchè no all’interno di un ristorantino rinomato per la sua cucina a base di pesce.

Questo comodino disponibile nello shop del nostro sito nella sezione brocante, vuole essere un esempio che vi diamo per sbizzarrire la vostra fantasia. Se possedete anche voi un vecchio complemento d’arredo, un tavolo, una sedia, un cassetto.. venite a farcelo vedere e chissà, magari raccontandoci delle vostre passioni, anche questi poveri relitti potrebbero stupirvi ancora.