La porta che ci racconta


Rivestito della stessa carta da parati del punto espositivo, per renderne più leggero l’ingombro, grazie ad un gioco ottico che lo cammuffa con lo sfondo. Sulla carta ci vogliamo soffermare e spendere due parole. Si chiama Palais Royal ed è stata realizzata con cura e dipinta a mano. Un vero lusso che ci siamo concessi, in un universo caratterizzato dalle produzioni di massa. Come noi questa ditta è interprete di un linguaggio romantico e senza tempo e dona gusto al vivere quotidiano.

Lorenzo, camicia a quadri e cappello, se ne sta beato tra i pasticcini di cui è ghiotto. Scambia occhiate con una bambola, simbolo dell’ospedale di cui è primario. Da anni infatti l’Orientexpress è tra i pochi posti in Italia in cui si aggiustano i vecchi giocattoli. Un manufatto in ceramica a forma di donna, vede spuntare una pianta dalla sua testa. Sono le Pupe del Biroccio di raku che ralizza divertendosi in bottega. Ci sono poi i libri che ha scritto, perchè la sua è anche un’anima da letterato. Tra questi ce n’è uno dedicato al POP, suo stile e filosofia di vita. Una farfalla svolazza in alto. E’ il simbolo dell’Associazione Culturale L’Estetica dell’Effimero di cui è vicepresidente. La farfalla è però in molte religioni anche la rappresentazione dell’anima dei defunti che ci vengono in visita, proteggendoci con il loro amore.
Anna, capelli raccolti e spettinati, è al fianco della sua compagna inseparabile, una femminuccia di pastore maremmano di nome Morfina. Si trova tra vecchi cimeli ai quali adora dare nuova vita cambiandoli utilità. C’è la quercia dai rami intrecciati. Il simbolo araldico dei Della Rovere, la famiglia alla quale hanno dedicato la rievocazione storica di Senigallia, Il Solenne Ingresso. Con la macchina da cucire confeziona gli abiti per il carnevale di Venezia e per le bambole ricoverate all’ospedale. A scherzare con il filo, un pettirosso, l’idealizzazione delle sue passeggiate in mezzo alla campagna. In entrambi i riquadri si trova poi una bendina per gli occhi. Un accenno a quella lunga storia di maschere che li ha resi celebri in città e forse anche un po’ più oltre.


