Bambola: o la ami o la odi. Psicanalisi di un giocattolo.


La paura delle bambole ha un nome scientifico: si chiama pediofobia.
Sui motivi per cui alcuni bambolotti ci appaiano sinistri si possono fare alcune ipotesi. Secondo lo psicologo Frank McAndrew, che ha indagato sull’argomento, questo sentimento di ansia è un retaggio della notte dei tempi. Sarebbe un’emozione che forse tornava utile nella sopravvivenza ai nostri antenati, associata alle situazioni di ambiguità, quelle in cui siamo incerti se ciò che vediamo rappresenti o no una minaccia. Un’emozione spiacevole ma utile a tenere in uno stato di vigilanza, pronti a decidere se restare o darsi alla fuga. Così, certe bambole ci metterebbero a disagio perché fanno scattare in noi questo “click” ancestrale: ci sembrano vive ma nello stesso tempo sappiamo che non lo sono.

Dopo una più attenta analisi, concluderemo dicendo che non possiamo di certo limitarci ad esclamare “È solo un bambolotto!”. A quanto pare infatti il più antico dei giocattoli può assumere un’aria davvero sinistra. Succede soprattutto quando ci somigliano troppo, e forse è in parte il retaggio della nostra storia evolutiva.
