Ed ora finalmente per voi, al centro dell'arena, il tanto atteso Gianciotto!

Vi abbiamo aggiornato passo dopo passo sulla nascita di questo tigrotto.

Ricordate un pochino la sua storia? Ripercorrendola in breve, vi possiamo dire che tutto ha avuto origine con la manifestazione che la nostra Associazione Culturale L'Estetica dell'Effimero ha organizzato nel 2017 alla Rotonda a mare di Senigallia e dedicata al Circo. Per l'occasione Anna realizzò 4 figure in terracotta di animali onirici ispirati a quel mondo. Un collezionista se ne innamorò e li acquistò tutti.

Quest'anno poco prima di Natale la stessa persona si fece avanti con una nuova proposta, quella cioè di incrementare il suo zoo con una nuova figura, quella della tigre.

Accettata subito la sfida, prese lentamente forma Gianciotto.

Per la sua realizzazione sono stati seguiti i canoni degli animali precedenti, a partire dall'utilizzo del piedistallo su cui appoggiano. Il classico rialzo colorato dove di solito posizionati dentro l'arena, queste bestioline aspettano di esibirsi. La scelta degli occhi a palla li rendono buffi e le sfumature quasi illustrazioni per un libro d'infanzia. Tutti possiedono degli elementi tipici dell'abbigliamento umano; questo per definirne il carattere, la provenienza e perchè no, poterci quindi immaginare una storia da raccontare.

Gianciotto indossa un cappello a cilindro ed una bianca gorgera. E' dunque un nobile felino appartenente ad una antica casata inglese. Sofisticato, elegante, addirittura un pochino altezzoso. Sa di non essere un leone e quindi a capo di tutti gli altri animali, ma non per questo si sente inferiore a lui. Forse porta quel candido collo a pieghe, proprio per simulare la crinera che tanto avrebbe voluto.

Almeno è così che lo racconta Anna, ma ognuno è libero di fantasticare quello che più gli piace.

A distinguerlo dagli altri è però l'elemento giocoso. Nella collezione passata ognuno dei protagonisti aveva con sè uno o più palloncini in terracotta. Anche per il tigrotto erano stati preparati, ma con l'evolversi del progetto, l'artista li ha giudicati superflui e disarmonici.

Per marcare la differenza con gli altri, Gianciotto è invece munito di un hula hoop rimpicciolito secondo le sue dimensioni e dipinto in modo omogeneo con il resto della scultura.

Il salto del cerchio dopotutto è la specialità con cui le tigri fanno il loro spettacolo sotto le grandi tende circensi. Anche il nostro Lord è chiamato a fare questo, ma uno snob come lui lo esegue contro voglia e l'atto energico di oltrepassarlo, in questo caso lascia il posto quasi ad uno scivolarci dentro.

Ora comodamente appollaiato sopra il suo rialzo per cercare un po' di riposo, Gianciotto ozioso, aspetta di andare a conoscere la sua nuova famiglia e organizzare subito con i suoi colleghi un nuovo show.


Una nuova sfida: Gianciotto il Tigrotto

Come molti di voi ben sanno, Anna e Lorenzo sono a capo dell'Associazione Culturale L'Estetica dell'Effimero.

Ogni anno fin dal 2012 presso la Rotonda a mare di Senigallia, organizzano l'omonima kermesse in cui a farla da protagonista, sono i loro costumi artistici. Questi fanno da cornice a tante serate di spettacolo in cui si alternano sul palcoscenico amici attori, performer, musicisti e chi più ne ha più ne metta.

Nel 2017 in particolare, la sesta edizione di questo evento, portava il sottotitolo di CIRCUS. Forse la serie di serate più importanti, piene e scoppiettanti di sempre in cui ad alternarsi ci sono stati pagliacci, contorsionisti, maghi, attori, ballerine di tip-tap e uno strepitoso clown bianco interpretato dal performer Principe Maurice Agosti. L'abito da lui indossato, gentilmente concesso dal regista Antonio Giarola, anch'egli ospite all'iniziativa, fu nientemeno uno tra gli originali usati sul set del film I Clown di Federico Fellini.

Ma veniamo al punto. Per l'occasione Anna creò quattro grandi animali in terracotta ispirati al fantastico mondo del Circo. Buffi e surreali, erano tutti intenti a compiere la loro divertente esibizione sopra al classico piedistallo dell'arena, mentre in qualche modo tenevano con sè palloncini colorati.

Ad ognuno venne dato un nome con l'aiuto dei bambini che al tempo frequentavano il corso di ceramica estivo. C'era Antonietta la scimmietta, Gedeone l'elefantone, Raffa la giraffa e Oreste il re delle foreste.

La loro realizzazione fu un vero e proprio divertimento per l'artista e ancora più grande fu la sua soddisfazione quando un collezionista appassionato di animali, decise di adottarli tutti.

Una bella parentesi che sembrava essersi conclusa, almeno fino a quando poco prima dello scorso Natale, arrivò in bottega un nuovo messaggio dallo stesso poetico cliente. "Te la butto lì, per la serie tentar non nuoce. Quando sarai libera dal tour de force natalizio e ovviamente se ne avrai voglia, vorrei commissionarti una tigre vista con i tuoi occhi.."

Ad una carica di entusiasmo così non si può ovviamente dire di no e ad Anna certo non manca il coraggio di affrontare le belle sfide artistiche che le vengono proposte. In questi lenti giorni di gennaio dunque, mentre Lorenzo sta lavorando a sua volta con la creta ad una meravigliosa linea dedicata al mondo Bohemien, la sorella sta sfidando la materia plastica trasformandola in un "temibile" felino.

Non è un'impresa semplicissima modellare quel gioco di pieni e vuoti che possono crollare in un istante. Ci vuole calma, padronanza della tecnica, il progetto ben chiaro in testa e la consapevolezza che il freddo non aiuta l'argilla ad asciugarsi come dovrebbe. Ma ormai ci siamo quasi e lo svogliato, elegante Gianciotto, sta per prendere la sua forma definitiva. Appena possibile vi mostreremo il risultato finale prima della cottura.