Il gioco del serpente

Continuando a parlare delle riproduzioni di giocattoli nell'antichità, per la sezione didattica all'interno del Museo del Giocattolo che presto aprirà a Senigallia, raccontiamo qui il Gioco del Serpente.

Un tipico intrattenimento questo, molto in voga in Egitto. L'originale che abbiamo preso in esame per realizzarne la copia, è in esposizione al British Museum di Londra.

Come oggi, il tempo libero in Egitto veniva impiegato a seconda delle possibilità economiche, ma esistevano attività accessibili a tutti naturalmente tenendo conto dell'età e del sesso.

Gli egizi non avevano teatri ma andavano spesso ai banchetti e si divertivano a guardare le cerimonie e le processioni.

Amatissimi erano i giochi da tavolo, e tra questi uno dei più gettonati era il gioco del Meheil dal geroglifico MHN che significa serpente arrotolato o "gioco del serpente". Si giocava su una tavola rotonda che rappresentava un serpente arrotolato su se stesso, il cui corpo era diviso in caselle, con la testa al centro.

I giocatori si servivano di pedine a forma di leoni sdraiati costruiti con ossa di animali e bilie.

Questo gioco avrebbe un significato simbolico: deriverebbe dalle antiche tecniche usate per la caccia al leone, secondo le quali veniva scavata una fossa, che si nascondeva con uno strato di vegetazione sostenuta da un telaio di canne e vi si metteva sopra il cadavere di un serpente come esca. Nel gioco, il serpente afferrava, non si sa bene come, i leoni rappresentanti dalle pedine.

 


La bambola di Cossinia

Molto presto aprirà a Senigallia il Museo del Giocattolo Antico. Orientexpress è stato coinvolto in questo progetto, con il restauro di vecchi cimeli e la realizzazione delle copie dei balocchi più antichi della storia. Infatti una sezione del percorso, sarà interamente dedicato alla storia del giocattolo inteso come ritrovamento archeologico. Risalgono precisamente a 4.000 anni fa le prime bambole della storia, deposte in una tomba egiziana per accompagnare la loro padroncina nel regno di Osiris. Piccole "donnette" in terracotta o in legno dagli arti snodabili e dagli indumenti preziosi.

La prima riproduzione di cui vi vogliamo raccontare oggi, è invece della bambola di Cossinia

Cossinia, appartenente a una nobile famiglia tiburtina, fu destinata, ancora fanciulla, al sacerdozio di Vesta presso il tempio della divinità. Scaduto il trentennio di servizio non tornò, come sarebbe stato suo diritto, alla casa paterna, ma volle restare a curare la conservazione del fuoco sacro, facendo da esempio alle novizie per la sua virtù. Quando morì, all’età di circa 75 anni, il popolo tiburtino le tributò i massimi onori.

Accanto allo scheletro di Cossinia, di cui purtroppo si è persa ogni traccia, fu rinvenuta una preziosa bambolina d’avorio, che in vita le dovette essere molto cara, simbolo della sua infanzia e di quella verginità che conservò per tutta la sua lunga esistenza. Le fanciulle romane, infatti, potevano giocare con le loro bambole solo fino alla vigilia del matrimonio, quando offrivano i propri giocattoli alla divinità, nel corso di una cerimonia che segnava il loro ingresso nei ruoli di sposa e madre. Cossinia, però, non andò mai sposa e tenne sempre con sé la sua splendida "pupa".

La bambola, oggi conservata al Museo Nazionale Romano, seguiva i dettami della moda del suo tempo, a cavallo tra il II e il III secolo, ed è perciò acconciata come la moglie di Settimio Severo, Giulia Domna, con la scriminatura centrale che divide la capigliatura in due bande ondulate. Aveva anche un nutrito corredo di minuscoli gioielli, da riporre in un delizioso cofanetto di pasta vitrea rosa con cerniere di rame: un girocollo d'oro, foggiato come una catena a doppie maglie, e un certo numero di braccialetti d'oro, tortili per i polsi e come semplici fili per le caviglie. Il corpo, snello e acerbo, aveva le giunture snodabili: spalle, gomiti, anche e ginocchia potevano essere articolati in modo naturale per far assumere alla "pupa" le più diverse posizioni.

 


Ladri di scale all'Orientexpress

Ormai da oltre cinque anni fuori dalla bottega artistica dove lavoriamo, si trovava una vecchia scala in legno. Da sempre è nostro stile mescolare nell'arredamento del negozio, elementi moderni con particolari vintage di proprietà o trovati nei mercatini.

In particolare questa scala, era un cimelio conservato da tempi immemori nella falegnameria di nostro padre e già usata dal nonno. Praticamente un pezzo di storia lavorativa della famiglia Marconi.

Cambiato il suo utilizzo, era ormai diventata una struttura decorativa in cui appendere vasetti con piante e fiori. Una sorta di giardino verticale.

Questa mattina però, nonostante il negozio fosse chiuso, Lorenzo recandosi lì per lavorare, si è trovato davanti ad una scena surreale: la scala era scomparsa e le piante invece, tutte riposte in modo ordinato sulla strada.

Lorenzo ne è rimasto turbato, immaginando la scena di un ladro che probabilmente nel cuore della notte, armato di tenaglie, ha prima staccato tutto ciò che non riteneva di suo gradimento e poi con una vecchia scala in legno sotto braccio, se n'è andato via completamente indisturbato.

Il senso civico ha spinto subito Lorenzo ad avvisare i vigili che a loro volta lo hanno indirizzato dai carabinieri. Non è tanto per il valore della refurtiva, quanto per denunciare l'atto che ha di per sè qualcosa fuori dal comune.

Non è neanche la prima volta che succede. Infatti nel corso degli anni, oltre a qualche piantina, era stato rubato un modellino di un treno raffigurante l'Orientexpress e tenuto fuori durante il giorno a scopo decorativo, una ghirlanda natalizia sopra l'arco della porta, ed ancora la maniglia in ceramica raku ben salda alla porta di ingresso della bottega. Anche in quel caso probabilmente, il ladro dovette lavorarci su per parecchio tempo e faticando di certo non poco...

Non abbiamo elementi per sapere con certezza chi sia stato, anche se un'idea ce la siamo fatta. Probabilmente a nostro avviso, il responsabile è sempre la stessa persona: un uomo che evidentemente ha una passione smodata per il collezionare pezzi del nostro negozio.


Bambini! Ecco i nuovi appuntamenti con l'argilla.

Storico ormai l’appuntamento con la ceramica per i più piccoli tutti i mercoledì presso il nostro laboratorio di via Cattabeni, 31 – Senigallia.

Il corso ripartirà mercoledì 2 ottobre 2019. I laboratori saranno questa volta dedicati  alla conoscenza delle regioni d'Italia giocando con l'argilla.

Il corso si terrà con cadenza settimanale con la durata di 1 ora per appuntamento.

Prezzo € 10 per un’ora di lezione.

Per due fratelli costo totale a lezione € 17.

Nel prezzo sono compresi attrezzature, materiali e cotture. Gli oggetti realizzati potranno essere ritirati senza alcuna spesa aggiuntiva.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

PERCHE’ L’ARGILLA PER BAMBINI:

Organizzare il tempo libero dei bambini è una scelta importante. Tra le priorità ci sono lo sport, lo studio  delle lingue e per chi ne intravede l’importanza, la fruizione di un piccolo spazio da dedicare alla creatività. A volte si sottovaluta l’importanza di questo tempo impegnato a coltivare la personalità e l’espressione senza filtri verbali del mondo del bambino. Concretizzare e imprimere nella creta uno stato d’animo, contribuisce a sviluppare armoniosamente la personalità e a sviluppare le piccole e grandi difficoltà che si possono incontrare nel percorso di crescita.

A livello didattico l’uso della materia contribuisce a far percepire concretamente l’idea di spazialità che, nei programmi scolastici italiani, si limita per lo più all’utilizzo del disegno e della pittura: si copia raramente dal vero, più spesso a memoria su foglio, fino ad arrivare più avanti al concetto di prospettiva e di geometrizzazione, sempre tralasciato di fatto, la terza dimensione.

Far conoscere concretamente la spazialità e volumi, facendone esperienza diretta contribuisce a farci sentire parte di un mondo meno virtuale e molto più reale.

Per info. marconilandia@libero.it – Tel. 071 7931236

Su prenotazione corsi privati per grandi e bambini.

Costo all’ora:

€ 15 per bambini fino a 12 anni

€ 20 per adulti

 


Una creazione per innamorati

E' sempre una bella scommessa accettare una nuova commissione. Tempo fa Lorenzo aveva realizzato un'intera linea di vasi in ceramica Raku dedicati alle Pupe del Biroccio, le tipiche contadinelle marchigiane. Tra di esse una era più complessa delle altre perchè formata da un maschietto ed una femminuccia stretti in un abbraccio. Insieme tenevano in mano un fiore.

La proposta ebbe successo, tanto che nel giro di poco tempo la coppietta venne subito acquistata. Non solo, infatti un'altra richiesta arrivò contemporaneamente: realizzarne un'altra, questa volta per due ragazzi innamorati. Una nuova sfida per l'Orientexpress che ha visto immediatamente Lorenzo rimboccarsi le maniche.

Partiamo subito con il primo step, far vedere cioè il bozzetto dell'idea agli interessati ed aspettare la loro approvazione. Non appena ricevuto il via a procedere, si passa alla fase della modellazione dell'argilla.

Stretti anch'essi in un abbraccio, indossano entrambi il cappello con un cuoricino a lato. Giacca e cravatta l'uno, l'altro con il papillon. In mano stringono una margherita.

Lasciati asciugare e dopo cotti in forno a 920°C, si passa poi a smaltarli con cristallina CLA3 e pigmenti. Poi ancora in forno.

Finalmente sono finiti! Dai colori forti, brillanti e completamente ricoperti da una fitta ragnatela di spaccature, definita dai ceramisti effetto craquelé.

Ora i due ragazzi sono pronti per essere ritirati. Sicuramente sono impazienti di andare a vivere nella nuova casa, magari offrendo dimora a loro volta, per qualche pianta che sappiamo i loro committenti, non tarderanno a sistemarci dentro.


E' arrivato l'Autunno!

Un periodo di rinnovamento e di cambiamento, non solo per la Natura ma anche per noi.

Il giorno dell'Equinozio la durata del giorno e quella della notte sono identiche ma col passare dei giorni, le ore di luce diminuiranno o come si dice spesso, le giornate inizieranno a essere sempre più brevi e le notti più lunghe e via via sempre più fredde.

La Natura cambia sotto i nostri occhi, coinvolgendo tutti i nostri sensi, coi suoi nuovi profumi e con la quiete che ha preso il posto dell’allegria dell’estate.

L’equinozio d’autunno, tradizionalmente, era considerato un periodo dell’anno significativo per via del raccolto. Ma anche oggi è tempo di raccolta degli sforzi, è tempo di bilanci per capire se i propositi fatti a inizio anno stiano dando i loro frutti.

I colori dei paesaggi sono caldi e intensi e come ogni stagione anche l’autunno ha i suoi frutti. In questo periodo la natura si accende di colori, dal rosso intenso ai toni dell’arancio, dell’ocra e del giallo sia nell’orto che nei boschi. Seguendo le tonalità si arriva anche ad associare i colori del paesaggio autunnale a quelli della frutta e degli ortaggi di stagione.

All’Autunno Anna ha deciso di dedicare delle scatole. Una vecchia conoscenza per l'artista che da sempre ne realizza di ogni forma e tematica. Lasciandosi ispirare dalla frutta e la verdura che la caratterizzano, sono nati il radicchio, la zucca, la melograna

Rispettandone la loro forma e dimensioni originali, questi diventano però il pretensto per trasformarli in gonne di donne surreali. All’interno ognuna di esse è vuota e tagliata in due con un sapiente gioco di incastri. In questo modo diventano dei veri e propri contenitori.


Settembre il mese dei buoni propositi

Dopo un'estate calda e densa di impegni all'aria aperta, ormai è tempo di dedicarsi nuovamente alla casa. Sistemare quella montagna di panni rimasti in un angolo, pulire, curare le piante e ovviamente, accertarsi che tutte le bambole stiano bene.

Sì, avete proprio capito. Con l'arrivo delle giornate più fresche infatti, le abitazioni e tutto ciò che contengono, tornano al centro dei nostri pensieri. Così anche loro, le compagne d'infanzia per antonomasia, spuntano all'improvviso desiderose di tornare in forma.

C'è chi ha gli elastici degli arti allentati per via del caldo, chi fratture da ricostruire, chi abiti non più adeguati e capelli che hanno bisogno di essere acconciati un'altra volta.

Anna e Lorenzo che ormai in materia hanno una grande esperienza, sono pronti ad ospitare le tante creaturine che presto torneranno a popolare il loro ospedale. Con le amorevoli cure dei due originali dottori, ogni piccola paziente tornerà poi a casa più splendente di prima.

 


La Fiera di Senigallia

La Fiera di Sant’Agostino che quest anno si svolgerà a Senigallia nei giorni 28-29-30 Agosto, è solo un lontanissimo ricordo dell’antichissima e altrettanto celeberrima Fiera della Maddalena che aveva inizio il 22 Luglio.

La tradizionale fiera ha origini antiche e ha le sue radici nella fiera franca che si svolgeva sin dal XIV secolo.

Durante il XVII secolo la fiera è stata sospesa per otto volte a causa della peste, e per due volte nel secolo successivo per lo stesso motivo. Questo non influì sul fatto che proprio nella metà del XVIII secolo la manifestazione raggiunse il periodo di maggior successo.

La presenza straniera era talmente importante che presto nacquero rappresentanze austriache, danesi, prussiane, svedesi, belghe, francesi, inglesi e turche ma non solo, come dimostra il nome di alcune vie odierne (Cattaro, Siria, Samo, Corfù, Smirne, Rodi) dove una volta i mercanti prendevano in affitto locali per esporre le proprie mercanzie.

La città nel corso del 1700 subì una rivoluzione urbanistica, diventando un “apparato” di questo evento commerciale; le logge dei Mercanti (Portici Ercolani) allineati parallelamente al corso del fiume navigabile, costruiti a seguito del l’abbattimento delle mura malatestiane, del vecchio Duomo e Palazzo Vescovile, erano utilizzate dai mercanti per esporre le merci. Si vendeva e si comprava di tutto: tessuti, armi, cuoiami, liquori, ferrarecce, cristalli di Boemia, vetri di Murano, libri, pellicce, droghe, giocattoli ecc...

Nel 1758 in tutta la città vennero portati da Bologna dei teloni color ruggine, che tesi per le vie principali all’altezza del primo piano dei palazzi, conferivano alla città un caratteristico aspetto da bazar mediterraneo.

Alfred De Musset, così descriveva l’atmosfera che si respirava in quei giorni: ”I privilegi della Fiera Franca, che esentano dai diritti doganali le mercanzie di tutti i paesi avevano attirato molti legni del litorale adriatico... turchi in fez passeggiavano lungo la riva del fiume, musicanti e girovaghi facevano serenate alle ragazze... le cucine esalavano in pieno i loro odori di fritture, pesci e formaggi... i cantastorie,gli zingari, i ciarlatani raccontavano gesta leggendarie suonando organetti... gli alberghi erano pieni... dall’alba al tramonto vi era un frastuono indiavolato... ballarono la tarantella sotto la mia finestra per tutta la notte e si invitavano i passanti fra loro a quel ballo improvvisato...”.


Un tesoro ritrovato

L'anziana signora aveva deciso di riporre le bambole della sua infanzia, all'interno di un grosso baule nella casa in campagna; nessuno ormai desiderava più giocare con loro. In un momento storico in cui l'amore per le cose vecchie era scomparso, ma anzi, si tendeva a disprezzare l'antiquariato a favore delle ultime tendenze hitech, certo queste creaturine erano solamente ritenute delle "accumula polvere".

Per fortuna però i tempi cambiano e le mode si trasformano. Attualmente il vintage è ritenuto avanguardia pura e dunque, veder spuntare di nuovo quelle testoline da dentro l'antico mobile, è stato come scoprire la tomba di Tutankhamon.

Di ottima fattura, ancora conservate nelle scatole, necessitavano a questo punto di una "rinfrescatina" generale. Ecco dunque l'arrivo delle piccoline all'Orientexpress. Dopo un check up dettagliato, si è ritenuto di dover agire soltanto con il cambio degli elastici. Tutte infatti avevano gli arti ormai allentati.

Gli abiti ancora in ottime condizioni, così come la carnagione: un delicatissimo tessuto con una leggera peluria. Proprio questa caratteristica insieme all scatole originali in cui erano riposte, facevano pensare alla proprietaria di trovarsi di fronte a delle bambole LENCI e dunque ad un piccolo tesoro di stoffa.

Dopo lunghi dibattiti e scambi di opinioni con altri esperti e collezionisti, si è però infine capito di essere incappati in delle ottime riproduzioni tedesche degli anni '40. La differenza sta nel fatto che mentre le bambole originali sono di panno imbottito, queste sono invece vuote all'interno. Realizzate in finissima celluloide ricoperta con il medesimo tessuto, risultano essere fatte industrialmente e dunque più economiche delle famose bambole made in italy.

In colclusione però se pur le piccoline non saranno così pregiate come sperato, rimane comunque il loro grande valore affettivo e i ricordi che le legano a quella bambina di metà '900.

 

 


Il nostro lavoro è anche questo

Potremmo starcene tranquilli in bottega, certo già lì il lavoro non manca, eppure non ci riusciamo. Certo la fatica è tanta, la concentrazione cala, il nervosismo aumenta, togliamo persino tempo alle nostre creazioni artigianali. Spesso ci chiedono e ci chiediamo, chi ce lo fa fare.

Sicuramente non il ricco guadagno, visto che in realtà non ne traiamo alcun vantaggio economico, ma anzi, spesso e volentieri ci rimettiamo di tasca nostra.

E poi combattere con le amministrazioni, le regole sciocche che puntualmente ti mettono i bastoni tra le ruote.

Dunque perchè?

Semplicemente crediamo, perchè fa parte della nostra natura. Non riusciamo a stare fermi, sperimentiamo in continuazione. Prendete anche i prodotti del nostro negozio: quanti materiali diversi trattiamo!

Siamo curiosi e ci piace spingerci sempre oltre.

Ormai è evidente la nostra spasmodica passione per la storia del costume, dalla quale sempre tutto parte. La storia, l'arte, la letteratura, sono le fonti di cui ci "cibiamo" e che ci danno sempre l'ispirazione.

Siamo partiti giocando ormai 20 anni fa, confezionandoci degli abiti per il Carnevale di Venezia e da quella volta è stato sempre un crescendo irrefrenabile.

Anno dopo anno una nuova sfida, un nuovo traguardo a cui ambire, una nuova meta raggiunta con immensa soddisfazione. Poi questa passione ha cominciato ad essere virale ed in tanti si sono accostati al nostro mondo.

Pensate ad esempio a "L'Estetica dell'Effimero" appena conclusa. E' nata come una mostra antologica dei nostri costumi veneziani più significativi, ed ora a distanza di otto anni, il titolo di questa esposizione è diventato il medesimo di una rassegna annuale e di un'Associazione Culturale nella quale siamo Presidente e VicePresidente.

Tanta gente si è unita a noi motivati tutti dall'amore per l'arte, la creatività e la ricerca del bello. Perchè fermarsi dunque? Poter mettere al servizio i propri talenti per uno scopo così alto, non può che renderci sempre più fieri e motivati a continuare.