L'irresistibile Pupa del Biroccio

Sono passati ormai un paio di mesi da quando ci hanno commissionato una piccola bambola in pezza dedicata alla tradizione contadina marchigiana. Abbinata ad una piccola seggiolina in legno e paglia realizzata artigianalmente da un caro parente della cliente. Il risultato è stato così positivo che subito un'altra collezionista di bambole, ce ne ha ordinata un'altra.

Ovviamente essendo prodotta interamente a mano, farla identica è stato impossibile. Pur mantenendo dunque la dimensione, il modello e le caratteristiche generali, anche questa è un pezzo unico.

Anna ha costruito la bambola di stoffa e poi cucito il vestitino. Lorenzo si è invece occupato di dipingerle il viso, farle i capelli, le scarpe ed il resto degli accessori.

La mini bambola indossa gli abiti della festa di una contadinella marchigiana di fine '700. Tutto ovviamente è stato riprodoto basandosi su stampe d'epoca, ed il libro del Professor Sergio Anselmi, un vero "vangelo" per quello che riguarda la storia e la tradizione locale.

Cambiano i tessuti, il taglio di alcuni capi d'abbigliamento e cosa più evidente, questa volta la bambola se ne sta in piedi.


Coloriamo la vita con Le Pupe del Biroccio

Ci siamo quasi!

In negozio le potete già ammirare, mentre per la parte online, vi chiediamo ancora un attimo di pazienza. Tanti nuovi soggetti da ritrarre e dunque miriadi di foto da sistemare e caricare nel sito. Ma come resistere a questa pazza ed allegrissima linea in ceramica Raku!

E' uno dei cavalli di battaglia dell'Orientexpress. Da anni ormai Lorenzo Marconi si lascia ispirare dalle rubiconde contadinelle della tradizione marchigiana.

Le Pupe del Biroccio sono in realtà figure di donna dipinte nei carretti di legno che si usavano nelle nostre campagne,  i Birocci appunto. Coloratissime, eccessive, sono delle allegorie che simboleggiano l'abbondanza del raccolto. Queste vengono tradotte dall'artista con linee essenziali, tipiche dello stile grafico usato in bottega e applicate poi a manufatti in ceramica smaltata.

Vasi a forma di donna sono l'oggetto di punta della collezione. Ognuno diverso dall'altro, realizzato interamente a mano senza uso di sampi. Tutti ci parlano della natura, della frutta, la verdura e degli animali che vivono in campagna.

A completare la linea, silouette smaltate con vivaci colori dall’effetto craquelè, si stagliano su legni di recupero e sezione di cortecce. Da appendere in casa o in una veranda, questi oggetti si adattano ad ogni soluzione d'arredo, sia moderno, che rustico.

Novià sono i quattro piatti di forma quadrata, ognuno ispirato ad una stagione dell'anno.

Spesso a caratterizzare la linea, sono presenti uccellini che con un gioco di sguardi, sembrano dialogare con le Pupe.

Se pur molto lontano, forse ciò che Lorenzo produce con questa tecnica, non è poi così distante dal concetto della sua terra d'origine. Il raku è infatti una tecnica giapponese di cottura, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l'armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L'origine del raku è legata alla cerimonia del thé: un rito, realizzato con oggetti poveri, incentrato sulla tazza che gli ospiti si scambiavano. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.

Così anche le Pupe del Biroccio parlano della nostra terra: le Marche. Di dimensioni moderate, vivono di dettagli ed anch'esse parlano della vita quotidiana, fatta di tante piccole cose.


Stanno per tornare le Pupe del Biroccio

E' ormai un Must dell'Orientexpress.

Rubiconde contadinelle sono le protagoniste della linea in ceramica raku realizzata da Lorenzo Marconi ed ispirata alla tradizione contadina marchigiana.

In origine erano le figure dipinte nei carretti di legno che si usavano fino agli anni '60 nelle nostre campagne. Allegorie per l'abbondanza dei raccolti.

Tradotte con le linee essenziali tipiche dello stile grafico usato in bottega, esse sono riprodotte su piatti, vasi e quadri.

A completare la collezione, animali e ortaggi tengono loro compagnia. Silouette smaltate con vivaci colori dall'effetto craquelè, si stagliano su legni di recupero e sezione di cortecce.

Il craquelè (cavillatura di crepe) che si forma durante la cottura della ceramica, è una delle caratteristiche decorative principali della tecnica Raku.
Questa ragnatela di crepe superficiali non può mai essere replicata in modo identico tra un oggetto ed un altro, per questo ogni opera è unica e irripetibile.
La lavorazione prevede che il pezzo, estratto dal forno a 940 gradi, venga coperto dalla segatura per alcuni minuti e poi immerso in acqua fredda. Durante questi passaggi lo shock termico crea sullo strato di cristallina superficiale, le tradizionali crepe che si anneriscono attraverso l’affumicatura dell’argilla.

Motivo inpiù per rendere ogni più piccolo uccellino della collezione, un pezzo unico ed irripetibile.


La mini pigotta ispirata al folklore marchigiano

Sono passati ormai un paio di mesi da quando la committente di questa bambola si è presentata presso il nostro negozio Orientexpress, con una piccola seggiolina in legno e paglia realizzata artigianalmente da un suo caro parente. Per riuscire a valorizzarla al massimo, la signora si è rivolta a noi chiedendoci di creare una bambola su misura per il suo manufatto.

A questo punto, le abbiamo dato la possibilità di decidere tra diversi materiali e caratteristiche prima di partire con i lavori. Poteva infatti scegliere tra un pezzo unico in terracotta, legno, oppure stoffa. Lei ha scelto quest'ultima. Per il resto ci ha lasciati liberi di esprimerci come meglio credevamo.

Così guardando la seggiolina, di stile rustico e campagnolo, abbiamo pensato di prendere spunto dalla tradizione contadina marchigiana. La mini bambola avrebbe dunque indossato gli abiti della festa di una contadinella di fine '700. Ovviamente prima ci siamo documentati attraverso delle stampe d'epoca, le stesse che Lorenzo ha consultato per il suo ultimo costume di Carnevale "Le Pupe del Biroccio".

Anna si è così dedicata alla prima fase, costruendo la bambola di stoffa e poi cucendole addossso il vestitino. Lorenzo poi si è occupato di dipingerle il viso, farle i capelli, le scarpe ed il resto degli accessori.


Le Pupe del Biroccio. Il nuovo abito di Lorenzo Marconi

E' stato presentato sabato 23 febbraio presso il Foyer del teatro La Fenice di Senigallia, il nuovo abito per il Carnevale di Venezia di Lorenzo Marconi. Di fronte ad un nutrito pubblico, l'artista si è presentato accompagnato dalle note di Gioacchino Rossini, magistralmente suonato da il giovanissimo Arsienti Di Re.

La nuova creazione è un'esplosione di colori brillanti. La giacca in particolare, una tela dipinta dallo stesso Lorenzo. Su di essa sono illustrate scene riprese del carretto marchigiano, naturalmente filtrate attraverso la fantasia dell'artista. Il cappello vede grano e girasoli al posto di piume e gioielli. Il ventaglio, anch'esso interamente dipinto a mano, ha la forma del "panaro", la piastra sulla quale veniva di norma, cotta la tradizionale "crescia". Un allegro inno alle Marche, regione in cui Lorenzo è nato, cresciuto e ancora vive e lavora.

Sottolinea la scrittrice Luisa Ferretti, che durante la presentazione ha approfondito la spiegazione del "Biroccio", che questo carro, famoso per essere anch'esso interamente dipinto e decorato con motivi allegorici, è talmente antico che sembra possa risalire perfino al periodo Etrusco.

Anche l'amministrazione comunale presente con un notevole numero di Assessori, Consilieri e lo stesso Sindaco, sembra aver gradito la nuova creazione.

Da mercoledì 27 febbraio fino a martedì grasso, il 5 marzo, Lorenzo e le sue Pupe del Biroccio, si troveranno in Laguna. Sicuramente la nostra Terra sarà ben rappresentata attraverso un ambasciatore così eccezionale.


Venerdì 22 febbraio Lorenzo in diretta su Radio Velluto

Venerdì 22 febbraio dalle ore 10.30 Lorenzo sarà in diretta su Radio Velluto (FM 99.6 o streaming su www.radiovelluto.it).

Ospite nella trasmissione "Buona giornata" condotta da Felix, sapremo in anteprima alcune curiosità sulla maschera che l'artista porterà al Carnevale di Venezia. Dal titolo "Le Pupe del Biroccio" il costume è ispirato al carretto marchigiano usato nei secoli passati nelle nostre campagne. L'abito sarà poi presentato ufficialmente sabato 23 febbraio ore 18.00 presso il foyer del Teatro La Fenice di Senigallia.

Lorenzo racconterà inoltre la sua esperienza di oltre venti anni consecutivi alla kermesse lagunare. I costumi più importanti, le vittorie, le curiosità, i personaggi più bizzarri che hanno caratterizzato la sua presenza da protagonista al carnevale più famoso del mondo.


Il nuovo abito di Lorenzo Marconi per il Carnevale di Venezia 2019

Sabato 23 febbraio alle ore 18.00 al foyer del Teatro La Fenice di Senigallia, Lorenzo presenterà il nuovo abito per il Carnevale di Venezia.

Il tema è questa volta, un omaggio alla sua regione: le Marche e ad uno dei suoi simboli e cioè il Biroccio.

La creazione di foggia settecentesca si ispira all'abito della festa del contadino marchigiano del XVIII secolo. I pantaloni ed il gilet sono in velluto, mentre la lunga giacca in tela è interamente dipinta a mano con soggetti che ricorrono nell'iconografia tipica dei carri di campagna marchigiani. Troviamo quindi allegre contadinelle, oche, uccelli, fiori e frutta, tutto filtrato dalla creatività e fantasia di Lorenzo.

Gli abiti di Lorenzo si ispirano alle collezioni che realizza all'interno del suo laboratorio Orientexpress. Quella delle Pupe del Biroccio è nata nel 2015.  Sono oggetti in ceramica raku e legno di recupero e raccontano il mondo incantato di contadinelle, animali da cortile e case coloniche.

La presentazione dell'abito sarà accompagnata dalla lettura di poesie, brani ed aneddoti legati alla storia del Biroccio a cura di Luisa Ferretti e da musica rossiniana proposta dal giovane flautista Arsienti Di Re.


Le pupe del biroccio dei Fratelli Marconi

Le Pupe del Biroccio, la tradizione marchigiana nella vecchia madia dell'Orientexpress attraverso ceramica raku, terracotta, legno e cartapesta.